Progetti sostenuti

18/04/19

LE FAMIGLIE DEL 'DOPO DI NOI' VERSO LA SFIDA DEL RADDOPPIO

C'è Alberto, 45 anni, che ti accoglie sulla porta con una ciabatta in mano e osserva con occhi curiosi la nuova arrivata; Anna, che ti prende per mano con sguardo dolce per guidarti alla scoperta della sua camera chiedendoti 'cosa farai sabato?'; Sabrina, la più giovane, tranquilla e allo stesso tempo sempre in movimento sul divano del soggiorno. E poi arrivano i più anziani, Amilcare, Franco e Roberto sulla sedia a rotelle, Luciano con il deambulatore direttamente dalla palestra del piano interrato, dove ha appena finito la sua ora di ginnastica.
La vita nella comunità per disabili di via Cattaro scorre come in una famiglia, dove tutti sono fratelli e i parenti di ognuno sono parenti di tutti. E' così che l'hanno voluta le 17 famiglie fondatrici che 15 anni fa decisero di costituire una fondazione per assicurarsi che, un giorno, i propri figli non avessero davanti la certezza del ricovero in un istituto per disabili, ma potessero vivere in un ambiente domestico. Comune e Diocesi di Cremona aderirono subito e un sostanzioso contributo dell'ingegner Carutti assicurò l'avvio dell'avventura. Partecipante istituzionale, di fatto sostenitore, è la Fondazione Città di Cremona, che esprime un proprio rappresentante nel Cda di Dopo di Noi, costituito in larga maggioranza dai famigliari.

IN VIA CATTARO LA POSSIBILITA' DI AMPLIARSI Oggi la fondazione ha davanti a sé la prospettiva di un ampliamento, impegnativo ma entusiasmante, con la messa a disposizione da parte del Comune di un secondo appartamento sopra quello utilizzato in via Cattaro. Si sta infatti per liberare il secondo piano della palazzina, con il trasloco della comunità socio sanitaria gestita da Cremona Solidale in via 11 febbraio (messa a disposizione dalla Fondazione Città di Cremona) e questo darà modo a Dopo di Noi di raddoppiare la capienza.
L'esigenza di un ampliamento esiste, c'è una lista d'attesa per entrare in comunità, attualmente al completo con 7 residenti e un posto tenuto libero per i casi di emergenza; altrettanti potranno essere ricavati al piano di sopra.

ZINI: 'LA NOSTRA FORZA? LE FAMIGLIE' Un'idea che alletta il presidente della fondazione, Libero Zini, ma pone anche un problema di sostenibilità economica. I fondi pubblici sono in costante diminuzione e il bilancio chiuderà in perdita, ma la situazione viene affrontata con determinazione. "La caratteristica della nostra fondazione è il ruolo decisivo che hanno le famiglie nelle scelte decisionali - spiega Zini -. Il Cda è costituito in maggioranza da famigliari, le linee di indirizzo sono dettate da loro e questo è un punto importante. Nella nostra comunità non ci sono ospiti, ma residenti; i ritmi della giornata sono quelli che ci sarebbero in famiglia, con momenti di attività ma anche di riposo, ciascuno segue le proprie passioni, chi la musica, chi lo sport preferito, compatibilmente con le proprie capacità. Fondamentale è il ruolo degli operatori della cooperativa Dolce e della coordinatrice che è con noi fin dall'inizio, Renza Frassi. Chi è in grado, collabora con gli educatori nella preparazione di pasti; si lava, si veste e rimette a posto la camera con la maggiore autonomia possibile. La parte centrale della giornata si svolge al centro diurno disabili; il resto del pomeriggio può essere occupato dalle visite mediche, dai colloqui con la psicologa, dalle visite dei famigliari che qui sono come a casa loro, dalle attività in palestra".
Parte importante hanno i volontari che ruotano attorno alla comunità, accreditata presso la regione dal 2007 come socio sanitaria, e quelli del servizio civile (quattro al momento). Così come importanti sono le uscite, soprattutto nei fine settimana quando i CDD sono chiusi. "Si cerca il più possibile di organizzare attività esterne alle mura domestiche per tenere vivo il contatto con la realtà circostante. Partecipiamo agli eventi in centro città e fuori, alle manifestazioni sportive, agli spettacoli, e in estate si frequentano le piscine, importante la collaborazione con la canottieri Bissolati. I famigliari sono liberi di andare e venire, si occupano delle visite mediche e sono parte integrante, se lo desiderano, delle attività quotidiane". Inizialmente è molto difficile il distacco di un figlio dalla casa d'origine, ma poi i vantaggi di una casa famiglia sono evidenti.
La fondazione organizza anche un 'Durante di noi": week end in cui persone disabili che vivono ancora in famiglia, se ne distaccano per brevi periodi, a turni di 4 - 5 persone, e vivono un'esperienza di comunità presso un appartamento in via Dante prestato a Dopo di Noi dall'Anffas. Un primo approccio con una routine diversa, che può essere utile per prefigurare un futuro che sia il più sereno possibile.
PER CONOSCERE MEGLIO QUESTA REALTA' Come ogni anno la fondazione organizzerà eventi di condivisione con tutta la città: il concerto del Coro Alpini il 5 maggio e poi un grande momento di aggregazione a cascina Moreni 'Bontà per il pranzo' (quest'anno il 16 giugno) per la raccolta fondi e la sensibilizzazione di tutta la collettività sull'importanza del servizio. La generosità dei cremonesi è essenziale per consentire alla fondazione di mantenere le rette a livelli accettabili dalle famiglie e per estendere il servizio ad altri disabili.

Chi volesse contribuire attraverso il 5X1000, può indicare semplicemente il codice fiscale 93042300199

Fondazione Dopo di Noi: INSIEME Onlus - Case Famiglia
via Cattaro, 1 - 26100 Cremona
Tel. 0372 21956

19/03/19

IN VIA 11 FEBBRAIO PARTE IL PROGETTO 'OLTRE IL GIARDINO'. AL VIA RACCOLTA FONDI

E' stata presentata questa mattina l'ultimazione dei lavori di ristrutturazione dello stabile di via 11 Febbraio 60 nel quale sono stati ricavati 10 nuovi appartamenti per piccoli nuclei famigliari (una o due persone) in condizioni di fragilità socio economica e la nuova sede della comunità socio sanitaria per disabili gravi, attualmente in via Cattaro 1. Il recupero edilizio, sostenuto economicamente dalla Fondazione Città di Cremona grazie anche al lascito Raspagliesi, fa parte di un più ampio progetto sociale e di rigenerazione urbana che vede coinvolti il Comune attraverso gli assessorati al Welfare e alla Vivibilità sociale, l'azienda Cremona Solidale che gestisce il centro diurno integrato di via 11 febbraio e altri servizi e il consorzio di cooperative Il Sol.co che con 'Civico 81' ha creato un vasto polo di servizi per la persona e la famiglia, rigenerando l'area degli ex Saveriani.
A rappresentare queste tre realtà erano presenti la presidente di Fondazione Città di Cremona Uliana Garoli, il sindaco Gianluca Galimberti con gli assessori Mauro Platé e Rosita Viola, il presidente di Cremona Solidale Emilio Arcaini, la presidente de Il Sol.co Giusi Biaggi.
Assumerà un ruolo strategico il giardino di via 11 Febbraio, spazio di connessione tra i due poli che verranno a breve resi comunicanti con l'apertura di un varco nel muro divisorio e la posa di un cancello. Durante le ore diurne, il giardino diventerà luogo d'incontro per chi usufruisce dei servizi di Cremona Solidale e per i residenti degli alloggi da un lato, e per i giovani e gli utenti che frequentano le attività di Civico 81, dall'altro.
'Oltre il Giardino' è il claim scelto per lanciare una raccolta fondi con cui Fondazione Città di Cremona e Civico 81 intendono abbellire e rendere più funzionale questa ampia area verde, con la posa di nuove panchine, piantumazione delle aiuole, rifacimento del campetto da basket.
Per questa iniziativa è stato attivato un conto corrente presso la Fondazione Comunitaria, a cui si può contribuire utilizzando il seguente IBAN:

IT13 F033 5901 6001 0000 0128 528

specificando il nome del fondo, 'Oltre il Giardino'. Come per tutte le erogazioni liberali, gli importi godono della detrazione d'imposta o della deducibilità dal reddito imponibile.
“Oggi presentiamo un obiettivo raggiunto dalla Fondazione – ha detto Uliana Garoli – il cui punto di partenza è stato il lascito della signora Raspagliesi, che aveva destinato tutto quello che aveva alla Fondazione Città di Cremona con uno scopo ben preciso: consentire agli anziani di continuare ad abitare all'interno del centro storico della città. Contestualmente raggiungiamo un altro obiettivo di cui si parlava da lungo tempo, dare una nuova sede alla comunità socio sanitaria per persone disabili, ora in via Cattaro 1, il che consentirà alla fondazione Dopo di Noi di raddoppiare gli spazi a sua disposizione”. La nuova comunità socio sanitaria, che sarà presa in carico da Cremona Solidale al secondo piano e nella mansarda di via 11 febbraio, avrà una capienza di 8-10 persone, adulti con alto grado di disabilità.
“Questo giardino – ha aggiunto Garoli - si trova in una delle zone a mio parere più belle della città, la zona degli orti, dei 'giardini segreti' della nostra infanzia. Il nostro obiettivo qui è non solo avere appartamenti a disposizione e riempire questo polo di servizi importantissimi, ma anche di usufruire di questi spazi verdi in sinergia con Il Sol.co. Insieme, creeremo un passaggio che consentirà di mettere in contatto due strade che non sono mai state unite tra loro, aprendo questa zona alla città e al quartiere, ovviamente regolamentando i passaggi”.
I servizi già ora svolti dagli operatori di Cremona Solidale, e che verranno intensificati, sono stati illustrati dal presidente Emilio Arcaini: oltre alle attività del Centro diurno integrato a cui accedono anziani che ancora risiedono presso le proprie case, sono stati sperimentati nuovi servizi a beneficio di chi vive negli appartamenti dei piani superiori: piccolo ambulatorio per misurazione pressione e glicemia, prestazioni sanitarie, 'maggiordomo' di condominio per le piccole esigenze quotidiane. “Daremo un appoggio concreto ai dieci nuovi alloggi – ha assicurato Arcaini – e seguiremo con particolare attenzione il centro socio sanitario”.
Giusi Biaggi, presidente Sol.co, ha ricostruito brevemente la storia della collaborazione con i vicini di casa di via 11 febbraio, partendo dal progetto Fare Legami che ha coinvolto direttamente Fondazione Comunitaria, Cremona Solidale. “Da lì abbiamo capito che si potevano fare buone cose insieme e adesso siamo qui, per l'ultimo scatto. Questo progetto ha tanti beneficiari: i cittadini, i residenti di questo quartiere che potranno evitare di fare un largo giro per raggiungere le due vie e attraversando il giardino potranno incontrare chi vive questi luoghi. E poi ci sono le persone che utilizzano i nostri servizi, che in questo modo potranno sentirsi meno isolate e più in dialogo con gli altri, sviluppando anche un dialogo inter-generazionale che è sempre motivo di arricchimento. C'è già un gruppo di ragazzi che viene qui a fare un po' di manutenzione al giardino.
Il varco sarà d'aiuto anche per noi operatori perchè ci consentirà di lavorare insieme e ci aiuterà a dare anima e vita a questo giardino. Questa maggiore libertà di movimento ci caricherà anche di importanti responsabilità”.
Il sindaco Gianluca Galimberti ha infine evidenziato l'importante collaborazione tra pubblico e privato nell'elaborare forme nuove di assistenza alla persona, in linea con l'evolversi delle esigenze. Non solo sanitarie, ma sociali, spesso strettamente interconnesse. E ha ringraziato anche chi già vive qui: “Alla fine siete voi che rendete bello questo luogo. Le persone apparentemente più fragili sono le persone più preziose. Voi ci aiutate a rendere più bella la città, siete l'anima di questo luogo insieme alle persone che vi stanno a fianco.
Vi chiedo di pensare a questo luogo come ad un grande centro di servizi e di cura per la città. In questo passaggio, c'è anche un'idea ben chiara di città, è un esempio di rigenerazione urbana strepitoso, che parte dalle persone più fragili. Avere nel cuore della città servizi sociali e sanitari a favore di tutti è una cosa fantastica”.
I lavori di via 11 febbraio sono stati eseguiti dall'impresa Brognoli sotto la direzione dell'architetto Roberto Signorini dell'ufficio tecnico della Fondazione Città di Cremona.

14/02/19

GLI AMORI DEL TEMPO CHE FU RACCONTATI A FUMETTI

Servizio sulla mostra "C'eravamo tanto amati"

 

 

 

27/02/18

Vocazione verde: un progetto per l'inserimento lavorativo di persone svantaggiate

Tra i progetti sostenuti finora da Fondazione Città di Cremona diversi riguardo l’inserimento lavorativo e l’integrazione sociale. Il progetto Vocazione Verde dell’associazione onlus “Il Cerchio” ha ricevuto da Palazzo della Carità un contribuito di 2mila euro.

Scopo del progetto finanziato da Fondazione Città di Cremona è il sostegno all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. Nello specifico, il settore dell’occupazione interessato è quello della manutenzione del verde.

13/02/18

"C'eravamo tanto amati": il progetto che raccoglie in un libro le storie degli ospiti di Cremona Solidale

Tra i progetti sostenuti da Fondazione Città di Cremona alcuni sono stati premiati anche perché in linea con gli scopi dell’Ente. È il caso del progetto “C’eravamo tanto amati” finanziato con 5mila euro lo scorso anno su proposta della Cooperativa Società Dolce.

L’intento del progetto, come specificato nella motivazione con cui Fondazione ha appoggiato l’iniziativa, prevede la raccolta di testimonianze, esperienze e storie di vita raccontate dagli ospiti della RSA Cremona Solidale.

Coinvolti nel progetto anche gli ospiti dei Centri Diurni Integrati, dei Centri Diurni Alzheimer e della Comunità 2 Miglia. La raccolta delle loro storie culminerà nella realizzazione di un libro e di una mostra dedicata.

11/02/18

Azienda Sociale del Cremonese: 15mila euro per l'inclusione sociale in agricolutra

Tra i numerosi progetti premiati lo scorso anno da Fondazione Città di Cremona quello presentato dall’Azienda Sociale del Cremonese, incentrato sulle potenzialità dell’agricoltura per le persone con disagio psichico, ha ricevuto un contributo di 15mila euro.

 

Il progetto, chiamato laboratorio bio-psico sociale, rientra tra quelli premiati nella categoria “inserimento lavorativo e integrazione sociale”. Come specificato dall’Ente, ad Azienda Sociale del Cremonese è stato riconosciuto l’impegno nell’inclusione in ambito lavorativo, in particolare modo in quello agricolo. 

23/11/17

Educazione civica e lavori manuali: il progetto della Cooperativa Cosper per la cittadinanza attiva

Il racconto di un’esperienza estiva tra ragazzi italiani e stranieri ospiti di diverse comunità resa possibile anche grazie al sostegno di Fondazione Città di Cremona. “Timeo hominem unius libri” è il progetto della Cooperativa Cosper che ha avvicinato in tutto 30 giovani alle attività manuali, all’educazione civica, alla scoperta  delle ricchezze dei territori in Italia e all’estero. A Cremona la Cascina Marasco ha ospitato alcune delle attività con la ciclofficina e gli orti.

 

Tante facce di un percorso a più tappe restituito ieri tramite testimonianze e immagini nella Sala Consiliare di Palazzo della Carità. Presenti all’incontro la presidente dell’Ente Uliana Garoli e il vicesindaco Maura Ruggeri che hanno accolto educatori e ragazzi al termine di un percorso che è stato da stimolo per una loro inclusione attiva nella società. Parte del finanziamento complessivo è arrivato anche dal Comune di Cremona attraverso il progetto europeo Urban WINS.

 

«Palazzo della Carità è la casa dei cremonesi, il luogo ideale per testimoniare un'iniziativa sostenuta da Fondazione». Alla base della scelta di finanziare il progetto della Cooperativa Coosper, la presidente Garoli ha indicato l’obiettivo di stimolare un percorso di cittadinanza attiva. Perché come ha aggiunto il vicensindaco Ruggeri «le giovani generazioni sono il capitale umano del territorio».

 

Le immagini e i racconti dei partecipanti sono stati affiancati dagli intervento di Enrico Platè (in foto), educatore Cosper e di Francesco Lazzari, presidente della cooperativa, che hanno accompagnato e seguito i ragazzi l’estate scorsa. Tante le occasioni anche «per scoprire e approfondire le tematiche sull’economia circolare e sulla sostenibilità» contenute nel progetto Urban WINS spiegato da Mara Pesaro, dirigente settore sviluppo-lavoro-ambiente del Comune.

09/11/17

"Vengo anch'io! Sì, tu sì": trasporto atleti e inclusione nel progetto dell'Associazione Baskin

Tra i tanti progetti finalizzati all’inclusione sociale sostenuti da Fondazione, “Vengo anch’io! Sì, tu sì” è stato presentato dall’Associazione Baskin proprio per facilitare il trasporto degli atleti agli allenamenti e alle partite. Venendo così incontro alle esigenze delle famiglie e puntando sull’autonomia maggiore possibile dei ragazzi e delle ragazze disabili. A decine impegnati nelle 14 squadre attive nel cremonese.

 

Il progetto di Associazione Baskin ha ricevuto così da Fondazione Città di Cremona un finanziamento complessivo di 2500 euro. Fondi che, nell’intento dei volontari e dei responsabili, aumentano ancor di più lo spirito di squadra tra gli atleti, disabili e non, maschie e femmine. Più tempo passato insieme, a stretto contatto anche fuori dal campo. Ennesimo antidoto che questo sport ha prodotto sin dalla sua fondazione contro il rischio di isolamento dei ragazzi più fragili. Siamo nei primi anni Duemila, alla scuola media Virgilio, quando un genitore, Antonio Bodini, e un prof di ginnastica, Fausto Capellini, (oggi presidente e vicepresidente dell’Associazione Baskin) hanno iniziato a pensare a uno sport davvero inclusivo.

 

E lo si nota assistendo alle partite organizzate a Cremona nella palestra Barbieri di via XI febbraio. Il Baskin, con due canestri aggiuntivi ai lati del campo, non si riassume certo in uno sport per disabili. «Giocare tutti insieme non solo è possibile, ma è anche divertente. Questo è il nostro messaggio». Insieme a Bodini sono in tanti sugli spalti per le prime partite del campionato di Baskin 2017/2018 della sezione Lombardia Sud-Est. Competizioni dove, tra agonismo e fair play, chiunque può fare la differenza. Qualsiasi giocatore che, sulla base delle proprie capacità, viene messo nelle condizioni di dare il proprio 100%.

 

Con il progetto “Vengo anch’io! Sì, tu sì!” sostenuto da Fondazione, l’Associazione Baskin sostiene le spese necessarie per le proprie attività. Aggiunge Bodini: «Uno dei servizi che crediamo di aver fatto per la società è stato dimostrare che l’inclusione dentro e fuori dal campo non è affatto un’utopia». Più difficile invece la collocazione del Baskin nel mondo dei comitati. «Siamo come in un limbo - spiega Antonio Cigoli, coordinatore della sezione Lombardia Sud-Est - perché non rientriamo né nel Comitato Olimpico Internazionale, né nel Comitato Italiano Paralimpico». Ecco dunque il passaggio culturale necessario che le voci del Baskin reclamano: giocare tutti, insieme, è prima di tutto sport.

 

11/09/17

Sulla strada del lavoro: alla Cooperativa Nazareth il progetto per gli stranieri neomaggiorenni

È come interrompere non una, ma tante lezioni. Pratica e teoria. Tavolate di ragazzi ai corsi di italiano con maestre volontarie. Via vai di giovani, italiani e stranieri, che a metà mattina animano il centro diurno Giona, al civico 81 di via Bonomelli. Attività creative, laboratori. Mentre stropicciano la tastiera, gli operatori salutano chi arriva a piedi o in bici. Intanto fuori, nel cortile, è imbastito il mercatino con frutta e verdura biologiche appena arrivate da Rigenera, l’azienda agricola appena fuori città dove si impara sporcandosi le mani di terra.

 

La Cooperativa Nazareth lavora ogni anno, da più di quindici, con i giovani svantaggiati, soprattutto migranti, minori non accompagnati ospitati a Cremona in varie strutture. Qui loro hanno un porto sicuro dove attrezzarsi per il mare dell’età adulta. La ricerca di un lavoro, per loro extracomunitari è la condizione necessaria per rimanere in Italia dopo i diciotto. Percorso che tanti di loro non potrebbero compiere senza la patente della macchina da inserire nel curriculum. La Fondazione Città di Cremona ha premiato così il progetto “sulla strada del lavoro”, da otto anni una collaborazione tra la Cooperativa Nazareth e un’autoscuola cremonese.

 

Questa è l’opportunità per i neomaggiorenni. «Pochissimi hanno frequentato le scuole, alcuni arrivano in Italia analfabeti» ci racconta Francesco Iacchetti, psicologo con anni di esperienza nel mondo del no-profit. «Quello che noi facciamo è dargli strumenti necessari. Come la possibilità di prendere la patente. Senza non potrebbero neanche sperare in un tirocinio nel settore dei traslochi o della pulizia del verde. Per i lavori alla loro portata saper guidare è indispensabile». “Sulla strada del lavoro” della Cooperativa Nazareth è rientrato così tra i quattro progetti che la Fondazione Città di Cremona ha finanziato - questo nello specifico con 7mila euro - per l’interesse e l’impegno dimostrati sul tema dell’inserimento lavorativo e dell’integrazione sociale. Corsi di teoria e pratica alla guida che potrebbero aprire le porte per un tirocinio, magari in una ditta di traslochi o da un fruttivendolo. E in cantiere, per il futuro, anche corsi di informatica presso il centro Giona, dove insegnare i rudimenti del digitale.

 

«Col Consorzio Mestiere li mettiamo in contatto coi datori di lavoro, facciamo corsi. Compiliamo curricula, li orientiamo. A gennaio abbiamo attivato 13 tirocini e 5 sono già diventati posti di lavoro, uno a tempo indeterminato». Tono ottimista quello di Carlo Bassignani, altro operatore della Nazareth specializzato nei processi che accompagnano i minori stranieri verso l’autonomia. «Non sempre è facile. C’è chi arriva in Italia con un’esperienza di lavoro. Uno dei nostri ragazzi faceva il carrozziere in Egitto. Ma per ricevere il permesso di attesa occupazione del ministero a volte aspettano un anno intero. È un limbo».

 

Circa 60 tra minorenni o neomaggiorenni stranieri che orbitano attorno alla Cooperativa Nazareth. Quest’anno molti sono arrivati dal Kosovo o dall’Albania. Poi con le ondate migratorie dal Maghreb o dal centro Africa. Coi progetti e le varie attività sperano in un futuro migliore. Magari per far felici anche le famiglie nel paese d’origine. Tema delicato come sottolinea Bassignani. «I rapporti coi genitori non sempre sono facili. Noi operatori non abbiamo contatti con loro, ma in certi paesi è normale che un bambino di 10 anni lavori. Spendono tanto per far venire i figli in Italia e si aspettano che trovino subito occupazione. E se non trovano qualcosa pensano che stiano facendo la bella vita». Le lezioni continuano al civico 81, l’ex seminario dei Saveriani approdo ogni giorno tra la Cooperativa Nazareth e le altre realtà ospitate di un migliaio di persone. «Non è un ghetto, ma un luogo di incontro per chi è in difficoltà», dicono quelli del centro diurno. Sopra la porta d’ingresso, c’è un simbolo a riassumere la loro missione: la balena che riportò il profeta Giona sulla propria strada.

01/09/17

Tennis in Carrozzina: la Fondazione sostiene il progetto sociale

Non è soltanto uno sport, ma un vero e proprio progetto sociale. Oltre al sano agonismo tra gli atleti e ai verdetti del campo, in pochi anni il tennis in carrozzina ha arricchito la cittadinanza cremonese con incontri scolastici, convegni e tante preziose esperienze di volontariato. La Fondazione Città di Cremona, come espresso nella Relazione di Missione 2016, aveva deliberato - premiando tante iniziative sul territorio - un contributo economico di 2mila euro per il progetto tennis in carrozzina della Canottieri Baldesio dove anche quest’anno da giovedì 7 a domenica 10 settembre è in programma il Torneo Internazionale Future Maschile di Tennis in Carrozzina.

 

Ne abbiamo parlato con gli organizzatori del torneo, quarta edizione quest’anno, Alceste Bartoletti e Roberto Bodini. Entrambi soddisfatti della credibilità maturata dalla città di Cremona e testimoniata dagli apprezzamenti in primo luogo degli atleti. Centinaia, che Bartoletti ha imparato a conoscere fin dalla Coppa del Mondo di Tennis in Carrozzina ospitata sempre dalla Baldesio nel 2008. «Questo sport è il più praticato al mondo dai disabili in carrozzina: 10mila atleti, di cui 200 in Italia. Al torneo avremo in tabellone i primi cinque a livello nazionale». Piena la sintonia con la Fondazione Città di Cremona sui temi dell’assistenza ai disabili con riguardo soprattutto verso l’assistenza e l’inclusione sociale delle persone. Spiega Bodini: «i costi di quelle carrozzine vanno dai 4mila euro in su. È anche grazie a bandi come il vostro che garantiamo l’attrezzatura necessaria ai nostri atleti».

 

Iniziative sociali come quelle del Tennis in Carrozzina hanno convinto la Fondazione Città di Cremona proprio sulla base delle conquiste che eventi simili garantiscono in campo educativo e politico. Decine gli studenti delle superiori che saranno coinvolti come volontari alla quarta edizione del torneo. Poi gli autisti e gli interpreti, che accoglieranno i tanti atleti stranieri (37 iscritti al tabellone, poco più della metà italiani). E infine gli studenti del corso di laurea in Fisioterapia dell’Università degli Studi di Brescia che presteranno le proprie competenze agli sportivi.

22/05/17

Salute Mentale "Supporto tra pari" - assegnate le borse di studio agli (esp)perti

Lo scorso 17 maggio, nell'ambito del progetto "Costruzione di percorsi di aiuto tra pari nell’assistenza domiciliare di persone affette da disturbi psichici”, che è stato finanziato dalla Fondazione Città di Cremona, sono state consegante le borse di studio ai partecipanti che hanno portato a termine il corso formativo 'Diventare esperto in supporto tra pari', organizzato dall'Asst Cremona.

27/03/17

Bando "Cremona accessibile"

Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Città di Cremona, nella seduta del 14/3/17, ha deciso di sostenere gli interventi di cui alla tabella qui sotto scaricabile.

27/03/17

Progetti "liberi" in linea con gli scopi della Fondazione

Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Città di Cremona, nella seduta del 14/3/17, sulla scorta dei criteri stabiliti dal "Regolamento per la concessione di contributi a favore di progetti sociali" ha deciso di sostenere le iniziative di cui alla tabella qui sotto scaricabile.

27/03/17

Assistenza alle persone disabili con particolare attenzione ai servizi alternativi e all'inclusione sociale

Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Città di Cremona, nella seduta del 14/3/17, sulla scorta dei criteri stabiliti dal "Regolamento per la concessione di contributi a favore di progetti sociali" ha deciso di sostenere le iniziative di cui alla tabella qui sotto scaricabile.

27/03/17

Inserimento lavorativo e di integrazione sociale di persone in condizione di svantaggio con particolare riguardo ai giovani anche mediante stage e tirocini lavorativi

Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Città di Cremona, nella seduta del 14/3/17, sulla scorta dei criteri stabiliti dal "Regolamento per la concessione di contributi a favore di progetti sociali" ha deciso di sostenere le iniziative di cui alla tabella qui sotto scaricabile.

25/05/16

PREMIO BARBIERI 2016

Anche il Vescovo di Cremona, Mons. Antonio Napolioni, ha inviato il suo saluto.

25/05/16

PREMIO BARBIERI 2016

Di seguito le immagini della premiazione avvenuta nel Cortile Federico II.

25/05/16

ASSEGNAZIONE PREMIO BARBIERI 2016

La Commissione incaricata di valutare le iniziative presentate alla Fondazione, formata dal Sig. Sindaco del Comune di Cremona, Prof. Gianluca Galimberti, dal rappresentante del Vescovo, Mons. Ruggero Zucchelli, dal Dirigente Scolastico del Liceo "D. Manin", Prof.ssa Mirelva Mondini, dalla Presidente e dal Segretario Generale della Fondazione Città di Cremona, Avv. Uliana Garoli e Avv. Lamberto Ghilardi, ha deciso di premiare i tre progetti presentati che hanno saputo tradurre in termini fattivi gli obiettivi del Premio nell'ambito della solidarietà verso gli emarginati, della fragilità minorile e dell'impegno civile.

Le tre realtà premiate sono:

DRUM BUN - BAMBINI FUTURO DEL MONDO

DUILIO D'AMBROSIO dell'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII di Crema

ISTITUTO DI ISTRUZIONE SUPERIORE "A. GHISLERI" di Cremona

20/11/15

BANDO SOCIO SANITARIO. EROGAZIONE BENEFICI.

Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Città di Cremona, nella seduta del 4/11/15, sulla scorta dei criteri stabiliti dal "Regolamento per la concessione di contributi a favore di progetti sociali" ha deciso di sostenere le iniziative di cui alla tabella qui sotto scaricabile.

20/11/15

BANDO INSERIMENTO LAVORATIVO E INTEGRAZIONE SOCIALE. EROGAZIONE BENEFICI.

Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Città di Cremona, nella seduta del 4/11/15, sulla scorta dei criteri stabiliti dal "Regolamento per la concessione di contributi a favore di progetti sociali" ha deciso di sostenere le iniziative di cui alla tabella qui sotto scaricabile.