L’installazione di Emilia Kina nella Sala del Consiglio

Fondazione Città di Cremona partecipa alla settimana di Cremona Contemporanea | Art Week aprendo le porte a due edifici che raccontano la storia della città: Palazzo della Carità, che nei secoli ha convogliato le azioni di beneficienza e Palazzo Fodri, gioiello dell’architettura rinascimentale, ora sede di diverse attività.

Per Cremona Contemporanea | Art Week, l’artista polacca Emilia Kina ha realizzato un’installazione pensata appositamente per il salone monumentale della sede di Fondazione. In questo contesto dialoga apertamente con la tradizione visiva locale, instaurando un legame tra la sua estetica contemporanea – fatta di tinte tenui e forme allusive – e i maestri della pittura storica cremonese. Il risultato è un incontro poetico tra linguaggi differenti, dove la pittura si fa tramite di una relazione sensibile tra epoche.
Il lavoro di Emilia Kina si colloca in un punto di confine tra pittura e scultura, sviluppandosi attraverso superfici che possiedono una presenza fisica evidente. Le sue opere, realizzate su tavole di legno dallo spessore marcato, generano un senso di movimento interno, come se l’immagine pittorica stessa si stesse trasformando sotto gli occhi dello spettatore.

Sempre in Palazzo della Carità, sono in mostra anche due piccoli dipinti di Ludovica Anversa, tra le protagoniste di questa edizione di Cremona Contemporanea | Art Week, con un intervento pensato appositamente per Palazzo Comunale in una delle sale che si affacciano direttamente su piazza del Duomo, prima tappa del percorso della manifestazione.
Anche nei due dipinti presenti in Fondazione, le immagini di Anversa non si offrono mai ad un’unica lettura: si manifestano come semi-astrazioni, simili a residui o materializzazioni di esperienze psichiche. Perforano un velo nebuloso come spettri, after-immagini o allucinazioni, lasciando affiorare una dimensione interiore, evocativa.

L’ingresso di palazzo Fodri

All’interno di Palazzo Fodri, il duo VENERDISABATO (Sara Lomboni e Luca Guarino) propone attraverso il progetto “La Giostra”, un attento dialogo di artisti emergenti, ma non solo, partendo da quanto viene tralasciato da ogni racconto delle battaglie, raccogliendo diverse opere collocate nel cortile e negli interni della Galleria PQV.
“Siamo venuti a fare diversi sopralluoghi perché questo palazzo ci ha incantato – spiega Sara, bergamasca, studentessa all’ultimo semestre dell’Accademia di Brera – e una delle cose su cui abbiamo riflettuto di più è la presenza di affreschi che rappresentano scene di battaglie. E così ci siamo interrogati sulle narrazioni delle battaglie e su ciò che viene tralasciato quindi tutti quei dettagli, quei punti di vista un po’ oscurati. Da qui è nata l’idea della Giostra, il titolo della nostra mostra collettiva, intesa come il duello a cavallo con la lancia, ma anche come il carosello del Luna Park”.

Particolare dell’installazione di venerdìsabato nella galleria Pqv di palazzo Fodri

Come in un circuito, la mostra tiene insieme opere molto diverse di giovani emergenti, ma anche di artisti di fama come Vedovamazzei, già presenti a Cremona Contemporanea. “Abbiamo avuto anche la possibilità di dialogare con opere del passato fornite da Pietro Quattriglia Venneri della galleria PQV. Per noi è stato molto importante dialogare con il palazzo… Le opere sono site specific, quindi pensate apposta per Palazzo Fodri”.
Ad esempio la doppia cupola nell’atrio del palazzo, in cui domina l’azzurro, viene ripresa sotto forma di uno spicchio, un aquilone realizzato da venerdisabato e affisso alla parete su primo piano del loggiato.

Tutti i lavori dialogano con l’architettura, sono pensati per avere un loro senso nello spazio. Nella prima stanza della Galleria PQV campeggia il lavoro di Leonardo Fenu, “Steso senza costume”, una sorta di autoritratto dell’artista sdraiato a prendere il sole, con la differenza che il corpo è una sequela di mollette da bucato in legno agganciate l’una all’altra, a formare una striscia lunga quanto l’altezza dell’artista.

Ma c’è anche la “Freccia del tempo” di Raffaele Cirianni che dialoga con il san Sebastiano nella sua raffigurazione più classica.

Nel cortile, pende una corda con all’estremità un semicono in terracotta: e’ il “Telefono minimo” di Anna Villa, una sorta di telefono senza fili per connettersi alla voce del palazzo, installato di fronte a una delle colonne in marmo con raffigurazioni di volti umani che hanno proprio le orecchie in evidenza. Lo sguardo dello spettatore è così attratto verso questo particolare decorativo “minimo” che potrebbe sfuggire all’osservatore meno attento.

Alcuni lavori dialogano con le luci e le ombre che si proiettano nel cortile a seconda dell’orario della giornata: e così, le ante di Rachele Calisti appoggiate al muro sembrano ondeggiare quando vengono colpite dai raggi del sole, mentre il blocco di marmo di Simone Brambilla (titolo: “Primo sguardo”) rimane nella cava all’oscurità fino al momento in cui viene illuminato dalla luce naturale. Lo sguardo dello spettatore viene così dirottato verso l’alto, dove incontra le decorazioni con scene di battaglia delle vele del tetto che illustrano la Battaglia di Gerusalemme e Giuditta che sta per entrare nella tenda di Oloferne.

Il cortile con i meravigliosi fregi in cotto ospita anche performance a tema inserite nella collettiva, come quella eseguita da Matteo Michele Bisaccia domenica 25 maggio. 

La performance di Michele Bisaccia nel cortile di Palazzo Fodri

Gli allestimenti di Cremona Contemporanea | Art Week restano visibili per tutta la settimana e fino al prossimo 2 giugno.