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Abbiamo origini nel Medioevo, negli istituti caritativi laici del Trecento cremonese

Da quell’epoca, attraversando varie trasformazioni organizzative, ci prendiamo cura della comunità di Cremona e in particolare delle persone più fragili.

Abbiamo origini nel Medioevo, negli istituti caritativi laici del Trecento cremonese

Da quell’epoca, attraversando varie trasformazioni organizzative, ci prendiamo cura della comunità di Cremona e in particolare delle persone più fragili.

Una carità che attraversa i secoli

1334

Nasce il Consorzio della Beata Vergine o della Madonna, detto comunemente Consorzio della Donna, legato ai Francescani e con funzioni di mutuo soccorso tra i partecipanti al Consorzio, la diffusione del culto mariano e attività caritative e assistenziali.

1357

Viene fondato il Consorzio di Sant’Omobono per volontà del vescovo Ugolino Ardengheri in onore del santo laico patrono della città. Legato ai frati predicatori, i suoi  membri esercitavano opere di carità secondo l’esempio dello stesso sant’Omobono, accogliendo poveri e bisognosi ed elargendo offerte ed elemosine.

1695 / 1697

Il Consorzio della Donna fa erigere nell’attuale Piazza Giovanni XXIII, confinante con l’allora Ospedale di Santa Maria della Pietà, il Palazzo della Carità sede della nostra Fondazione.

1786

Le opere di carità vengono assorbite in un unico organismo, il Pio Istituto Elemosiniere di Cremona, più soggetto al controllo statale.

l’Ottocento

L’Istituto passa, insieme all’Ospedale Maggiore e agli Orfanotrofi, sotto l’amministrazione della Congregazione di Carità istituita in ogni comune. Negli anni ’20 tornano i Luoghi pii elemosinieri con un regime più snello.
Con l’Unità viene reintrodotta la Congregazione di Carità, ente morale con lo scopo di attendere all’amministrazione dei beni destinati a sussidi e altri benefici per i poveri.

1890

La legge Crispi ridefinisce le funzioni, l’attività e le modalità di gestione della Congregazione trasformando le opere pie in istituzioni pubbliche di assistenza e beneficienza.

1937

Viene soppressa la Congregazione e costituito l’Ente comunale di assistenza (ECA) che riunisce i patrimoni degli Istituti elemosiniere ed educativo e quelli di piccole realtà otto-novecentesche nonché, nei primi anni Sessanta, della Fondazione Eliseo e Stellina Stradiotti.

L’ECA viene sciolto nel 1977.

Fine anni ’90

Avviene la trasformazione nel raggruppamento delle Ipab riunite Città di Cremona nel quale confluiscono i patrimoni dell’Opera pia Pro Mutis e dell’Opera pia Colonie riunite cremonesi.

2004

Viene istituita Fondazione Città di Cremona, ente senza scopo di lucro nato a seguito della fusione delle Ipab riunite Città di Cremona e del Centro geriatrico cremonese Soldi.

2011

Nasce Cremona Centro Srl, società strumentale per il perseguimento di scopi statutari che acquisisce Palazzo Fodri, gioiello rinascimentale di Cremona messo nuovamente a disposizione della cittadinanza. 

Una carità che attraversa i secoli

1334

Nasce il Consorzio della Beata Vergine o della Madonna, detto comunemente Consorzio della Donna, legato ai Francescani e con funzioni di mutuo soccorso tra i partecipanti al Consorzio, la diffusione del culto mariano e attività caritative e assistenziali. 

1357

Viene fondato il Consorzio di Sant’Omobono per volontà del vescovo Ugolino Ardengheri, in onore del santo laico patrono della città. Legato ai frati predicatori, i suoi  membri esercitavano opere di carità secondo l’esempio dello stesso sant’Omobono, accogliendo poveri e bisognosi ed elargendo offerte ed elemosine.

1695 / 1697

Il Consorzio della Donna fa erigere nell’attuale Piazza Giovanni XXIII, confinante con l’allora Ospedale di Santa Maria della Pietà, il Palazzo della Carità, sede della nostra Fondazione.

1786

Le opere di carità vengono assorbite in un unico organismo, il Pio Istituto Elemosiniere di Cremona, più soggetto al controllo statale

l’Ottocento

L’Istituto passa, insieme all’Ospedale Maggiore e agli Orfanotrofi, sotto l’amministrazione della Congregazione di Carità, istituita in ogni comune. Negli anni 20 tornano i Luoghi pii elemosinieri con un regime più snello. Con l’Unità, viene reintrodotta la Congregazione di Carità, ente morale con lo scopo di attendere all’amministrazione dei beni destinati a sussidi e altri benefici per i poveri.

1890

La legge Crispi ridefinisce le funzioni, l’attività e le modalità di gestione della Congregazione, trasformando le opere pie in istituzioni pubbliche di assistenza e beneficienza.

1937

Viene soppressa la Congregazione e costituito l’Ente comunale di assistenza (ECA) che riunisce i patrimoni degli Istituti elemosiniere ed educativo e quelli di piccole realtà otto-novecentesche  nonché, nei primi anni Sessanta, della Fondazione Eliseo e Stellina Stradiotti. L’ECA viene sciolto nel 1977.

Fine anni ’90

Avviene la trasformazione nel raggruppamento delle Ipab riunite Città di Cremona, nel quale confluiscono i patrimoni dell’Opera pia Pro Mutis e dell’Opera pia Colonie riunite cremonesi.

2004

Viene istituita la Fondazione Città di Cremona, fondazione senza scopo di lucro nata a seguito della fusione delle Ipab riunite Città di Cremona e del Centro geriatrico cremonese Soldi.

2011

Nasce Cremona Centro Srl, società strumentale per il perseguimento di scopi statutari, che acquisisce Palazzo Fodri, gioiello rinascimentale di Cremona messo nuovamente a disposizione della cittadinanza.

Una carità che attraversa luoghi e patrimonio artistico

La nostra storia si interseca in modo profondo con i nostri luoghi e anche con il nostro patrimonio artistico.

Palazzi storici e beni culturali diventano così testimonianza di un’eredità secolare, della storia della carità cremonese perseguita ancora oggi con nuovi approcci e in nuove forme.

Scopri i luoghi
Esplora l’arte

Una carità che attraversa luoghi e patrimonio artistico.

La nostra storia si interseca in modo profondo con i nostri luoghi e anche con il nostro patrimonio artistico. Palazzi storici e beni culturali diventano così testimonianza di un’eredità secolare, della storia della carità cremonese perseguita ancora oggi con nuovi approcci e in nuove forme.

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