
L’importanza della collaborazione tra pubblico e privato per garantire sostenibilità al welfare cremonese e il ruolo di Fondazione Città di Cremona intende svolgere sempre più per sviluppare nuove forme a sostegno dell’associazionismo locale impegnato nell’aiuto alle fragilità.
Si è parlato di questo e molto altro nella mattinata a Palazzo della Carità per la festa di Fondazione Città di Cremona, aperta dal segretario generale Lamberto Ghilardi e proseguita con i saluti del sindaco Andrea Virgilio, dell’assessore alle Politiche Sociali Marina Della Giovanna e dal vescovo Monsignor Antonio Napolioni.
La parola è poi passata al presidente, Giuseppe Foderaro affiancato dalla vice Angela Bellardi e dai componenti del Cda Marina Gerevini e Roberto Fiorentini (assente per impegni Roberto Galletti). In sala presenti tra gli altri i past president Uliana Garoli e Umberto Lonardi, l’assessore alla Cultura Rodolfo Bona, la presidente di Cremona Solidale Maria Luisa Rocca, accompagnata da alcuni consiglieri e dal direttore generale Stefano Gariano; il presidente di Aem Tommaso Coppola; la presidente della commissione cultura del Comune Maria Luisa D’Ambrosio; presidente e segretario dell’associazione Lazzaro Chiappari Fiorenzo Bassi e Giovanni Priori e molti altri volti dell’associazionismo cremonese.
Nel suo intervento il sindaco Virgilio ha inquadrato il ruolo di Fondazione, un tassello “fondamentale, un perno del welfare locale. Penso che lo schema che mette in gioco il Comune, Cremona Solidale e Fondazione sia uno schema importante. E penso anche all’importanza che Fondazione ha nei confronti dell’associazionismo. Il compito di un’amministrazione è fare da collante, il soggetto pubblico non deve essere invadente, ma facilitare i processi. Oggi non siamo qui solo per festeggiare un evento, dietro di esso c’è lavoro e ci sono progetti”.

Il vescovo Napolioni ha chiesto “di cosa siamo fondatori noi oggi?”, mettendo in luce la prospettiva che deve guidare ogni azione umana sia essa nel campo della politica, della società civile, della stessa sfera ecclesiastica. Occorre “che la parola fondazione non ammuffisca ma lieviti, promuova”, accennando poi al problema del futuro demografico così minato dall’attuale situazione di denatalità.
Il presidente Foderaro ha fatto il punto della situazione a 10 mesi dall’insediamento. Dopo aver ringraziato il predecessore, Uliana Garoli, “che ha fatto un lavoro eccelso insieme al suo Cda in un contesto diverso da quello di oggi” e il sindaco di Cremona “per il costante aiuto e l’ascolto che ci offre”, ha illustrato le collaborazioni già in atto partendo da quella appena rinnovata con Comune di Cremona e Azienda speciale Cremona Solidale per sviluppare sempre più i progetti legati alla longevity, passando subito dopo a sottolineare l’impegno della Fondazione verso il terzo settore e l’associazionismo, “vera ricchezza di una città come Cremona”.
Tra gli impegni “indiretti” per il welfare locale è stata ricordata la cessione in comodato a enti diversi dei beni immobili di Fondazione, tra cui quelli in cui operano Agropolis e Cremona Solidale, per finalità sociali, per “dare modo agli ospiti di queste realtà di beneficiare di costi inferiori, dando un contributo che materialmente non si vede ma che è estremamente importante, perchè poi la possibilità di offrire servizi ricade anche su queste cose”.

“L’accordo di collaborazione siglato appena qualche giorno fa con Comune e Cremona Solidale”, ha aggiunto Foderaro, “ci rende orgogliosi e dimostra che Fondazione ha un ruolo centrale”.
Il presidente ha poi accennato alle nuove sfide da affrontare a partire dalla valorizzazione di un patrimonio artistico secolare che va da opere come il Boccaccino in esposizione al Museo Civico ed ora in mostra al Museo Diocesano, fino alle opere del Novecento cremonese, una collezione in corso di valorizzazione da parte della curatrice Raffaella Colace che ha avviato una collaborazione con l’Università grazia alla quale è stata resa possibile la presenza di una stagista in sede.
Una collezione che non intende “dimostrare quello che si ha, ma far vedere che la collettività nei secoli è stata unita, nel raccogliere il buono e il bello del welfare”.
Foderaro non ha nascosto poi la sfida della sostenibilità economica: “Dovremo fare delle valutazioni e a questo fine abbiamo affidato uno studio sulla fiscalità e su eventuali nuove forme giuridiche in previsione di cambiamenti normativi che riguardano tutto il mondo delle associazioni.
Valuteremo quali sono le migliori forme per cercare di liberare sempre più risorse a favore degli utenti. Avvieremo inoltre un percorso di analisi di nuovi strumenti e percorsi di welfare per capire sempre meglio quale tipo di sostegno fondazioni come la nostra possono dare”.
In incubazione ci sono poi nuove progettualità in rete con altre realtà locali, a favore di particolari fasce deboli della popolazione, un tema su cui ci saranno presto delle novità di forte impatto sulla città.
Foderaro ha poi accennato alla necessità di valorizzare nella maniera migliore quella parte di patrimonio immobiliare non utilizzato, come l’immobile del Bar Flora, a beneficio della sua redditività e sempre nell’ottica di sviluppare i fini sociali. E poi c’è “Palazzo Fodri, bene che per sua natura è una realtà che richiede moltissima attenzione e cura. Dopo l’importante lavoro sulle facciate si pone un tema che è quello delle manutenzioni per le quali pensiamo di aderire a qualche forma di aiuto pubblico”.
“Tutto ciò – ha concluso Foderaro – significa lavorare non solo sul patrimonio ricevuto, ma cercare di dare uno sguardo verso il futuro sapendo che Fondazione non è capofila di nulla, ma è una realtà importate alla quale tante altre associazioni possono fare rifermento”.
Al termine della mattinata, la consegna dei premi alle associazioni che hanno presentato i propri progetti al bando 2025 per interventi sociali e il buffet offerto dalle Fornelle.
La festa è poi proseguita nel pomeriggio con l’intervento della conservatrice Raffaella Colace che ha guidato i presenti tra le opere d’arte della collezione giunte in dono alla Fondazione nel 2005, anno in cui sono state inaugurate anche le stanze di palazzo della Carità dedicate alla loro conservazione.
