30/04/22

GIU' LE IMPALCATURE, PALAZZO FODRI TORNA A SPLENDERE

L'ex sede del Monte di Pietà di corso Matteotti è tornata a splendere, dopo l'intervento di restauro conservativo delle facciate commissionato da Fondazione Città di Cremona nell'ambito della manutenzione del proprio patrimonio immobiliare.

Si tratta della parte più recente del complesso di palazzo Fodri, che ospita il Centro provinciale per l'impiego e l'azienda di servizi informatici Net4Market. La costruzione risale all'inizio del Novecento ed è sorta sulle fondamenta della chiesa di Valverde.

Il progetto steso dallo studio Beltrami Architettura e Ingegneria, con la consulenza dell'architetto Angelo Landi, ha puntato sulla eliminazione di tutti gli elementi di degrado presenti su prospetti e finiture, e a garantire una migliore conservazione dei materiali, attraverso stuccature e la posa di una finitura protettiva idrofuga. Inoltre era necessario garantire migliori condizioni di sicurezza, evitando distacchi imprevisti e ottenere una unitarietà d'immagine complessiva che rimediasse ai tanti interventi di manutenzione disomogenei effettuati nel corso degli anni. L'omogeneità del complesso è stata ottenuta mediante una velatura finale, uno strato di pittura molto diluito.

Tra i punti più problematici, la sistemazione dei timpani delle finestre e quella del balcone, dove si erano formate vaste chiazze di umidità con deterioramento del materiale, stessa cosa avvenuta lungo la facciata della stretta via Valverde.Una facciata particolare, quella del palazzo che apre la quinta scenografica di corso Matteotti, ricco di splendidi esempi di dimore signorili, a cominciare dall'adiacente porzione, la più antica, di palazzo Fodri. Il piano terra fino al marcapiano è caratterizzato da un finto bugnato realizzato con una miscela di marmo bianco impastato in malta di calce e cemento, una scelta che, a inizio Novecento, doveva esaltare l'importanza dell'istituto poi diventato Cassa di risparmio delle Province lombarde, avvicinandolo allo stile amato dai grandi banchieri fiorentini nei loro palazzi.Per evitare danneggiamenti dovuti all'azione dei piccioni è stato utilizzato filo elettrificato inserito in una banda in plastica flessibile adesiva, che si adatta all'andamento irregolare del prospetto e agli elementi decorativi, risultando così invisibile.

L'intervento, il cui costo alla fine ha raggiunto i 280mila euro, godrà del bonus facciate, per il recupero del 90% dei costi sostenuti nel 2021 e del 60% per quelli di quest'anno. Esecuzione delle opere da parte dell'impresa Brignoli di Bergamo.

"Un intervento che abbiamo fatto nella consapevolezza dell'importanza dei nostri beni, che sono poi patrimonio di tutta la comunità cremonese", spiega Uliana Garoli, presidente della Fondazione. "Ora intendiamo proseguire con un ulteriore e più impegnativo lavoro sulla facciata di palazzo Fodri, che presenta alcuni distacchi di intonaco. In questo caso, contrariamente al primo, l'immobile è vincolato dalla Soprintendenza, quindi occorrerà ottenere l'autorizzazione per effettuare i primi assaggi e le indagini propedeutiche".