Novità ed eventi

28/06/20

PREMIO BARBIERI 2020 / 1 I RAGAZZI DELLA CROCE ROSSA

INIZIAMO OGGI A RACCONTARE LE STORIE DEI RAGAZZI CHE HANNO MERITATO IL RICONOSCIMENTO DEL PREMIO BARBIERI PER L'IMPEGNO DURANTE LA FASE PIU' CRITICA DEL COVID-19. MARTEDI 30 GIUGNO, ORE 11,  SARANNO PREMIATI PRESSO IL GIARDINO DI VIA 11 FEBBRAIO.

Elisa Pini, Giulia Rebecchi, Nicole Baronio, Alessandro Nolli. Sono i quattro giovani segnalati dalla Croce Rossa provinciale per il premio alla memoria di Attilio Barbieri, per l'impegno mostrato durante la prima fase dell'emergenza Covid, quella in cui solo le sirene delle ambulanze rompevano il silenzio irreale delle strade di Cremona e provincia. Su molte di quelle corse dalle case all'ospedale e viceversa, o a coordinare i lavori in centrale operativa, c'erano loro, ragazzi con diversa esperienza, tuttiu ugualmente mossi dal desiderio di sentirsi utili.

La veterana del gruppo è Elisa, 23 anni. Studia Medicina, è già capo equipaggio per il 118, quindi gestisce anche le emergenze, e il volontariato alla Cri è questione di famiglia. "Mia mamma è volontaria, per me è stato un passaggio naturale iniziare questo percorso, 5 anni fa. Il periodo del Covid è stato diverso da tutti gli altri. Abbiamo effettuato trasporti negli ospedali di tutta la Regione e spesso non tornavamo nemmeno in sede per il cambio turno perchè dopo ogni servizio ce n'era subito un altro. In mezzo, bisognava sanificare l'ambulanza, cambiare la tuta e tutti i dispositivi, che tra l'altro ci rendevano irriconoscibili agli occhi dei pazienti. Questo fatto ha creato problemi nel relazionarci con loro, l'unico contatto era con gli occhi, ma anche questo difficoltoso. Questa per me è stata una cosa pesante da sopportare". Turni che nella normalità sono di 6 ore, per molti giorni sono diventati di 12 ore. Una giornata di riposo e poi via di nuovo.
"Un giorno- racconta - ci siamo recati a prelevare un anziano, ci aveva chiamato il figlio che viveva nello stesso condominio ma al piano superiore e non poteva entrare nell'appartamento del padre per via dell'isolamento. Allora siamo andati noi a cercare gli indumenti del cambio e attraversando l'appartamento ho visto in un'altra stanza una bara. Era la moglie, morta poco prima. Sono rimasta senza parole: noi, persone per lui anonime e senza volto, nascosto dalle visiere, lo stavamo portando via da una persona cara ... Sono rimasta molto turbata. Non so come sia andata a finire, non ho mai cercato di saperlo per nessuno dei malati che ho assistito".
Nelle pause del servizio Elisa, come gli altri volontari si è dedicata allo studio. Ride per alleviare la tensione quando le chiediamo quale esame sta preparando: "Chirurgia e Semiotica medica, adesso comincia il bello!".

"Ma un esame può aspettare, non sono pentita di aver rinunciato a qualche ora di studio", incalza Nicole. Lei ha 21 anni, studia Infermieristica a Crema, è in Croce Rossa dal 2019, dove ha iniziato il servizio civile decidendo poi di frequentare il corso per poter effettuare il trasporto sanitario. Negli ultimi mesi si è sobbarcata anche turni di 10 ore: "All'inizio eravamo tutti un po' confusi, tra tute, maschere, visiere, guanti, tutte cose che rendono meno naturali i movimenti e ci rendono irriconoscibili ai pazienti, tanto che a volte non riuscivano a capire se eravamo maschi o femmine! Devo dire che non ho mai avuto paura, eravamo ben protetti e abbiamo seguito i protocolli di sicurezza. Forse adesso ho più paura di prima. In quelle settimane di emergenza mi è pesato non poter parlare normalmente con i pazienti".
I giovani sono stati una risorsa importante per la Croce Rossa, in un periodo in cui agli operatori ultra65enni era stato consigliato di non svolgere servizio o hanno preferito non esporre se stessi e i famigliari al contagio. Al contagio è andata vicinissima Giulia, che fortunatamente l'ha scampata, ma per un soffio, per una di quelle casualità a cui ci ha abituato questo virus che attacca in maniera tanto diversa un organismo da un altro. "Non si sapeva ancora niente del Covid, era il 20 febbraio", introduce la vicenda Loredana Uberti, presidente del comitato locale della CRI. "L'equipaggio è stato indirizzato all'abitazione di una paziente che stava male e doveva essere trasportata in ospedale. Qualche giorno dopo, la figlia ci ha informato che la mamma era deceduta ed era risultata positiva al Covid. I nostri due soccorritori erano quindi stati esposti al virus senza che nessuno potesse averne la consapevolezza. E' subito scattata la quarantena: Giulia non ha avuto conseguenze, ma l'altro membro dell'equipaggio sì. E' ancora in ospedale". 24 anni, volontaria dal 2018, studentessa di Biotecnologie, Giulia non ha aspettato un attimo, terminata la quarantena, per ripresentarsi in servizio. "A casa sì, erano un po' preoccupati ma non ho avuto dubbi. Ricordo in quelle settimane i trasporti dall'ospedale alle cliniche, erano pazienti rimasti in isolamento per tanto tempo e non sapevano nulla della situazione fuori dall'ospedale, il primo contatto con il mondo esterno eravamo noi. Speravano di tornare a casa e invece dovevano proseguire le cure, non era piacevole per loro. Ricordo anche un trasporto notturno, durante la settimana di reperibilità, di una persona non Covid che doveva essere operata al femore: lo abbiamo portato al Galeazzi di Milano, era preoccupato per questo trasferimento, d'altra parte l'ospedale di Cremona era tutto impegnato per il Covid".
Parlare, spesso consolare e rassicurare malati e loro famigliari mentre fuori imperversava il virus. Lo hanno fatto anche telefonicamente, i giovani della Croce Rossa, attraverso il servizio di telesoccorso, ormai ribattezzato 'telesupporto', visto che molte telefonate sono per alleviare la tensione psicologica di chi vive solo. E' toccato anche ad Alessandro, il più giovane dei quattro volontari CRI, ultimo arrivato e subito catapultato nella bufera, per quanto non sull'ambulanza, ma nella centrale operativa. "Ho cominciato il corso a settembre e l'ho finito a novembre - racconta - avrei voluto continuare ma non c'è stato tempo, perchè è iniziata l'emergenza". Così, il suo tirocinio è entrato subito nel vivo: un compito delicato e non semplice ricevere le telefonate, capire se l'ambulanza appena inviata in un posto poteva poi essere ad un certo orario in un altro, calmare persone che si innervosivano. "Ricordo anche momenti molto toccanti, come quando ho dovuto dire che proprio non avevamo nessuno a disposizione a una signora che mi stava elencando tutte le sue patologie. Purtroppo le ho dovuto dare i numeri di telefono delle altre associazioni, in quel momento ho sentito i miei limiti. Io comunque avrei preferito rendermi utile sulle ambulanze". "La centrale operativa è il cuore di tutto il sistema", precisa Uberti, "un compito importantissimo, quello svolto da Alessandro". 19 anni, finita la maturità aveva appena iniziato a frequentare i corsi di Aeronautica Civile a Nembro, il suo sogno è pilotare aerei. "Perchè sono entrato alla Croce Rossa?", ci spiega. "Un giorno ho causato un incidente mentre guidavo e una persona in bicicletta era rimasta a terra. E' arrivata l'ambulanza, io ero praticamente sotto shock. Quei soccorritori oltre ad aver assistito la signora, mi hanno detto parole che sono riuscite a farmi sentire meglio. E' lì che ho capito che fare star meglio gli altri è quello che voglio fare anch'io".

Il volontariato nell'era del Covid per questi ragazzi è stato un modo per aiutare gli altri ma anche se stessi: "Aver finito il tirocinio a cavallo del Covid mi ha fatto prendere subito il ritmo", dice Alessandro; "tutto questo mi ha aiutato a prendere decisioni e assumermi delle responsabilità", aggiunge Nicole. E soprattutto ha fatto nascere nuovi e più stretti legami tra loro, li ha fatti diventare una famiglia, in quei terribili due mesi, tra fine febbraio e fine aprile, in cui la loro casa è stata lì in via Persico.

06/11/20

APERTURA UFFICI

10/05/20

VITA DI COMUNITA' AL TEMPO DEL VIRUS: L'ESPERIENZA DI 'DOPO DI NOI, INSIEME'

Lo stallo causato dalla pandemia da Covid ha rallentato anche il trasferimento nella nuova sede di Via XI febbraio della comunità per disabili gravi di via Cattaro. L'ultimo piano dell'immobile ristrutturato dalla Fondazione Città di Cremona presso casa Barbieri - Raspagliesi e pronto ormai da oltre un anno, è stato adeguato per consentire il trasferimento e dare modo agli altri inquilini di via Cattaro, la fondazione Dopo di Noi Insieme, di avere spazi più grandi e mettere in campo nuove progettualità.
Si attendono dunque tempi migliori. Ma come sono stati vissuti questi ultimi due mesi di lockdown da chi vive in comunità? Lo abbiamo chiesto a Libero Zini, presidente di Dopo di Noi, Insieme. "E' un periodo di isolamento pesante, credo che l’ultima uscita che i ragazzi hanno fatto sia stata un lunedì di due mesi fa”. Da una ventina di volontari, tra cui quelli del servizio civile, che a turno fornivano assistenza creando anche un po’ di varietà alle giornate, si è passati ai soli operatori della cooperativa Società Dolce e sono vietate le visite dei famigliari. “E’ stata una situazione nuova sia per i famigliari che per i ragazzi; si organizzano giochi e intrattenimenti vari per alleviare il peso psicologico del lockdown; ma quello che ha giovato molto sono state le videochiamate che tranquillizzano i ragazzi e soprattutto i familiari”. Sospesa anche la frequenza dei Centri diurni, dove gli ospiti si recavano abitualmente nei periodi di normalità, a pesare più del virus sono le conseguenze psicologiche della chiusura ad ogni forma di contatto con il mondo esterno.

“Lo stare chiusi in casa è stato pesante, ma inventando ogni giorno qualche attività diversa siamo riusciti a reggere. La preoccupazione maggiore, al di là del virus è il morale, sia dei disabili, ma anche dei genitori. Ieri parlavo con una mamma sola, che era molto contenta, perché aveva sentito il figlio contento”.

Le attività esterne che scandiscono l’anno sono naturalmente sospese: coro degli alpini in primavera, pranzo sociale a fine maggio, che quest’anno avrebbe dovuto avere luogo alla Pro Loco di Pieve San Giacomo; forse si salverà l’esibizione del coro Paulli prevista in autunno. A peggiorare le cose c’è l’azzeramento delle offerte, cosa comprensibile in un periodo in cui l’attenzione generale è stata sull’emergenza sanitaria.

14/04/20

LA FONDAZIONE RICORDA MASSIMO TERZI, IDEATORE E PROGETTISTA DEL CENTRO GERIATRICO

La notizia della morte di Massimo Terzi, il 10 aprile 2020, ha colpito profondamente anche la nostra Fondazione, in quanto nella veste di architetto è stato l'artefice di quello che oggi è il complesso di Cremona Solidale, tanto diverso dal vecchio 'soch' di un tempo. Sua la progettazione delle nuove palazzine sorte a partire dall'anno 2000 sul retro della villa storica e battezzate coi nomi dei benefattori Emilio Mainardi, Teresa e Mario Somenzi e Libero Azzolini.

Di questa nuova concezione di una residenza per anziani, l’architetto Massimo Terzi è stato ideatore e progettista, "era solito chiamarla affettuosamente e orgogliosamente la mia creatura", ricorda Uliana Garoli, presidente di Fondazione Città di Cremona. "Sua l’idea di ricreare negli ampi spazi dedicati agli anziani la struttura della antica corte aperta che caratterizza le nostre cascine. Spazi ampi per i momenti di socializzazione e utilizzabili per vivere anche all’aperto. Gli ariosi giardini come cortili, ma protetti dagli ampi porticati dove poter sostare nei periodi di tempo buono.
"Qui lascia la sua impronta a testimoniare il suo amore per le tradizioni e i luoghi del nostro territorio. Quando ci incontravamo mi esprimeva soddisfazione e apprezzamento per il progetto di restauro della palazzina storica, ora in fase avanzata di progettazione che, una volta concluso, era certo avrebbe dato ancora più valore alla parte nuova del centro. Qui rimarrà il suo ricordo indelebile".

02/04/20

Comune di Cremona - Sostegno alimentare per emergenza COVID

Il Comune di Cremona ha pubblicato l'avviso e il modulo per richiedere un sostegno alimentare da parte chi si trova in difficoltà conseguentemente all'emergenza sanitaria COVID 19.

I numeri da chiamare per compilare il modulo via telefono sono:
0372 407894 - 407359 - 407963 oppure 333 614 3338 da giovedì 2 e venerdì 3 aprile dalle 9 alle 18, sabato 4 aprile dalle 9 alle 12.30

L'indirizzo mail per inviare il modulo compilato è buonospesa@comune.cremona.it

E' possibile scaricare l'avviso e il modulo dal sito del Comune di Cremona al seguente link:

 

https://www.comune.cremona.it/node/495164

18/02/20

PARCO FOTOVOLTAICO: QUALCHE CHIARIMENTO DALLA PRESIDENZA

Il dibattito che si è sviluppato sulla carta stampata sul possibile insediamento di un impianto per la produzione di energia elettrica da fotovoltaico sui terreni di Fondazione Città di Cremona, ha indotto la Presidente Uliana Garoli a relazionare nel consiglio Comunale del 17 febbraio 2020, dove i partiti politici M5S, Forza Italia e Lega avevano presentato tre ordini del giorno. con giudizi negativi sull'operazione. La presidente ha illustrato la genesi della proposta imprenditoriale e i motivi per cui lo scorso Consiglio di amministrazione aveva deciso di non scartare a priori un'iniziativa che oltre a garantire un introito significativo per le casse dell'ente - soprattutto in vista degli ingenti investimenti per il recupero della palazzina storica del Soldi - comportava la produzione di energia elettrica senza emissioni di Co2, un obiettivo perseguito sia a livello globale che locale.
Questo il testo integrale dell'intervento della Presidente, utile a sgombrare il campo da fraintendimenti circa la trasparenza e la correttezza del metodo seguito dalla Fondazione nell'esaminare la proposta ricevuta.

Ringrazio il Presidente del Consiglio Comunale e i capigruppo per aver accolto la mia richiesta di riferire alla massima assemblea cittadina sul dibattito che si aperto in città sulla proposta di un impianto fotovoltaico sui terreni di Fondazione.

Come noto gli ultimi cinque anni di mandato sono stati connotati da importanti progetti in parte completati e in parte avviati che hanno visto la valorizzazione del patrimonio di Fondazione i cui immobili sono per oltre la metà impegnati in attività sociali e di welfare e concessi in comodato gratuito (sede di Cremona Solidale, Agropolis ecc.) .
Gli obiettivi del nuovo mandato mirano a completare quanto avviato più rapidamente possibile e con efficacia, in questo contesto si colloca il completamento della ristrutturazione della palazzina storica di Cremona Solidale per rendere sempre più adeguati gli spazi dedicati ai servizi per le persone anziane.

La scorsa estate siamo stati contattati da un investitore straniero che ha manifestato interesse per il fondo agricolo adiacente a Cremona Solidale per il fatto che si trova vicino a una stazione ricevitrice elettrica.

La necessità di poter dare una risposta in tempi rapidi derivava da un fatto molto semplice. L’investitore richiedeva un risposta chiara rispetto alla nostra disponibilità di concedere il terreno in diritto di superficie per poter iniziare a progettare l’iniziativa. Alla domanda avremmo dovuto rispondere con un si o con un no. Diversamente non saremmo qui a parlarne per approfondire il tema.

Da qui la risposta interlocutoria di Fondazione. Avremmo avuto la necessità di un assenso di larga massima dall’amministrazione e di dare visibilità pubblica alla richiesta.

Altro punto posto all’attenzione dei proponenti la possibilità di realizzare la copertura con un impianto fotovoltaico del parcheggio di Cremona Solidale, con il duplice vantaggio: quello di ombreggiare e proteggere l’area dalle intemperie e contemporaneamente produrre energia utilizzabile dall’azienda per il proprio fabbisogno energetico.

Ora l’assenso di massima da parte dell’amministrazione c’è stato anche se non si era in presenza di un vero e proprio progetto, come correttamente ha risposto l’assessore Pasquali all’interrogazione che le è stata rivolta.

Sulla proposta pervenuta, sia da parte del sindaco e della giunta sia da parte dei consiglieri di Fondazione si è espressa la massima prudenza in merito ad un’iniziativa che, tuttavia, è apparsa sicuramente interessante ed eticamente sostenibile rispetto all’obiettivo di produzione di energia pulita, inserito nelle linee per arginare i cambiamenti climatici attraverso la riduzione dell’emissione di CO2.

La valutazione è stata di tipo etico ed economico.

Sul piano etico/ambientale l’iniziativa è apparsa in linea con gli obiettivi europei e quelli che si è dato il nostro paese con il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) circa gli obiettivi 2030 sulle rinnovabili.

Inoltre va osservato che il tipo di impianto proposto, che la nostra legge nazionale definisce di pubblica utilità ( d. Lgs 387 del 2003), non gode di incentivi ne’ di contributi di alcun genere, pertanto non grava sulle bollette delle famiglie ma utilizza interamente capitali privati, in questo caso capitali stranieri che potrebbero essere investiti sul nostro territorio con beneficio anche sull’indotto con ricadute sulle imprese locali.

Sul piano economico la proposta è stata valutata molto interessante per Fondazione, proprio per poter continuare la propria opera di valorizzazione del patrimonio e nello stesso tempo di restituzione in attività sociali di sostegno al welfare della città.

Quanto alla procedura attivata, considerato che in questi giorni molto si è scritto sulla stampa locale in merito alla presunta volontà di insabbiare o nascondere l’iniziativa, devo rappresentare a questo consiglio che, pur non avendone l’obbligo, è stato pubblicato l’avviso con tutte le caratteristiche del caso sul sito della Fondazione per ben 45 giorni allo scopo di invitare tutti gli interessati a presentare offerte migliorative.

Linea Green Srl si è dimostrata interessata all’iter, ma la busta dell’offerta presentata conteneva una richiesta di sospensione del meccanismo di aggiudicazione appellandosi all’applicazione del codice degli appalti, non applicabile all’oggetto specifico. Sospensione che non si è potuto accogliere.

Quanto all’opportunità economica devo sottolineare che l’attuale rendita annua per i 15 ettari ad uso agricolo è di € 12.600 anno; la proposta dell’investitore per la concessione in diritto di superficie è di € 38.300 anno, che in 30 anni renderebbe € 1.150.000, di cui la prima metà di € 575.000 alla firma del contratto e il resto in cinque anni.

L’offerta ci è sembrata interessante anche sotto il profilo della valorizzazione del lascito a suo tempo ricevuto.

La condizione per poter stipulare il contratto, ovviamente è che il progetto, una volta presentato, superi l’iter autorizzativo di Regione e Provincia per il quale sono previsti dall’investitore 18 mesi. Solo dopo la conclusione dell’iter si potrebbe stipulare il contratto di concessione in diritto di superficie del terreno.

È di tutta evidenza che l’opportunità economica andava valutata con la massima attenzione.

A prescindere dall’iter autorizzativo previsto dalla normativa vigente, si è valutato con altrettanta attenzione l’aspetto dell’impatto visivo/paesaggistico e quello dell’utilizzo di suolo agricolo.

Su questi aspetti amministrazione e consiglio di amministrazione dell’ente hanno concentrato l’attenzione e peraltro su questi punti si è altresì sviluppato il legittimo dibattito in città.

Anche su questo il nostro cda ha fatto delle valutazioni, in particolare rispetto l’utilizzo di suolo agricolo.

Ora, sappiamo che nella nostra pianura non esiste reale alternativa all’integrazione alla produzione di energia pulita rispetto al fotovoltaico, infatti non ci sono le condizioni per l’eolico e l’idraulico. Il tipo di impianto proposto presenta pali infissi nel terreno coltivato a prato, senza cls e, per le descrizioni che abbiamo a disposizione, non ne altera la biodiversità, non ne modifica le caratteristiche poiché mantiene l’areazione, l’umidità, consente l’infiltrazione dell’acqua nel sottosuolo ecc.

Non si può dunque parlare di consumo di suolo ma di utilizzo temporaneo di suolo agricolo per produrre energia pulita.
Oggi il fondo è coltivato a mais, la coltura meno indicata per la biodiversità faunistica e floristica.
Il terreno del fondo assumerebbe la caratteristica del prato stabile senza uso di erbicidi o insetticidi. La recinzione rimarrebbe sollevata da terra per consentire il transito di piccoli animali.

Quanto all‘impatto paesaggistico verrebbero piantumate essenze autoctone che, oltre a mitigare l’impatto visivo, favorirebbero assieme al prato l’habitat per la fauna ecc. Si può affermare, dunque, che a livello ambientale il terreno migliora e non peggiora.

A queste considerazioni si deve aggiungere l’accresciuta sensibilità sulla necessità di produrre energia ad emissioni zero di CO2 per sostenere la mobilità elettrica: bus elettrici, auto elettriche ecc. .
Di certo aumenta il fabbisogno, ma la mobilità elettrica non sarà mai ad emissioni zero se accettiamo che la produzione di energia elettrica provenga da fonti fossili ( in Italia più del 60%) .

Allora la domanda alla quale il legittimo dibattito che si è aperto in città, grazie a questa opportunità che ha Fondazione di possedere un fondo vicino ad una cabina primaria, è quale contributo intende dare la nostra città alla produzione di energia pulita?

Personalmente ritengo che l’opportunità data possa essere vista, senza pregiudizi, come un accettabile compromesso, vista la finalità.

Si scrive che gli impianti dovrebbero essere fatti sui tetti.
Fondazione in questo ha già investito molto realizzando fin dal 2011 l’impianto sui tetti di Cremona Solidale ( impianto che produce 600 kW).
Il tema sicuramente merita un approfondimento per la difficoltà ad effettuare impianti nei centri storici, perché le aree dismesse hanno prezzi elevati e gli investitori non le considerano e sui capannoni industriali, vista la situazione economica, poche aziende investono anche in assenza degli incentivi che hanno sostenuto lo sviluppo in passato.
Oggi la sostenibilità passa attraverso realizzazioni di grandi dimensioni agevolate dall’economia di scala.
Si pensi che per realizzare una produzione di 10 MW servirebbero i tetti di 3.500 villette o 350 condomini o 35 tetti di grandi dimensioni.

Queste sono le considerazioni che abbiamo condiviso in seno al consiglio di amministrazione nel quale abbiamo votato sempre all’unanimità. Ricordo che il consiglio era costituito oltre che dalla sottoscritta, dal consigliere Storti che ha partecipato al cda che ha dato l’avvio alla procedura di avviso pubblico, al consigliere Bassi ingegnere che ha operato per tutta la vita professionale nel settore energetico e delle utilities, dal consigliere Bosio primario di pneumologia che, quanto all’effetto della qualità dell’aria sulla salute ha una grande esperienza e dalla consigliera Romagnoli insegnante che si occupa di fragilità nell’infanzia.

Allo stato attuale, in merito alla proposta pervenuta, Fondazione si è limitata a verificare con la procedura di evidenza pubblica se vi fossero altri interessati all’iniziativa. Sul terreno è rimasta la società Juwi Development 02 Srl con la quale ad oggi non si è ancora proceduto alla stipula di alcun contratto preliminare.

Nella speranza di aver dato elementi utili al merito del dibattito, auspico che questo consiglio comunale voglia approfondire con la stessa attenzione gli aspetti che hanno occupato gli amministratori della Fondazione, con lo spirito di continuare a realizzare nel migliore dei modi gli obiettivi dell’ente a vantaggio della cittadinanza più debole, con uno sguardo sempre rivolto al futuro.

27/01/20

Insediamento nuovo Consiglio di Amministrazione

In data 23 gennaio 2020 si è insediato il nuovo Consiglio di Amministrazione della Fondazione Città di Cremona; nella medesima seduta il Consiglio di Amministrazione ha eletto l’ing. Fiorenzo Bassi Vicepresidente. Il nuovo Consiglio di Amministrazione della Fondazione Città di Cremona risulta, pertanto, così composto:

Uliana Garoli - Presidente

Fiorenzo Bassi – Vicepresidente

Giancarlo Bosio – Consigliere

Roberto Galletti –Consigliere

Paola Romagnoli - Consigliere

24/12/19

Il sindaco ha rinnovato il Cda della Fondazione: nuovo entrato Roberto Galletti

Il Sindaco Gianluca Galimberti ha nominato, con proprio decreto, i componenti del Consiglio di Amministrazione della Fondazione 'Città di Cremona' che risulta così composto: Uliana Garoli, Presidente, Fiorenzo Bassi, Giancarlo Bosio, Roberto Galletti e Paola Romagnoli in qualità di consiglieri. Si è pertanto concluso l’iter amministrativo per l’insediamento dell'organismo che gestisce la vita della Fondazione. Sindaco e Giunta formulano "un sentito ringraziamento ai precedenti consiglieri per l’opera prestata nei cinque anni appena trascorsi con generoso impegno, grande disponibilità e approfondita competenza".

“Questo Consiglio di amministrazione si insedia con alcune novità e nel segno della continuità di ciò che di bello è stato fatto. Il rispetto delle istituzioni aiuta a riconoscere il percorso fatto e valorizzare quanto di buono già c'è, individuando nuove sfide e progetti. Il Consiglio di amministrazione della Fondazione si innesta nella storia della città e nell'importantissimo sistema del welfare cittadino che va continuamente implementato e sostenuto. In particolare, all’interno di questo sistema, l'Azienda 'Cremona Solidale' e la Fondazione devono continuare lavorare in sinergia. Al nuovo Consiglio di Amministrazione i migliori auguri di buon lavoro”, dichiarano congiuntamente il Sindaco e la Giunta comunale.

24/12/19

BUON NATALE DAI RAGAZZI DELLE COMUNITA'

Auguri speciali di Buon Natale e Buone Feste ai ragazzi delle comunità per minori sostenute dalla Fondazione Città di Cremona e dall'Associazione Lazzaro Chiappari - Ex Allievi Orfanotrofi e Manini.

06/12/19

MINA, FRUTTA E VERDURA: LA DONAZIONE DI DENNJ PERETTO ALLA COLLEZIONE DEL '900. CONTINUA LA MOSTRA SU ASTRI E ARTE

La collezione degli artisti cremonesi del Novecento della Fondazione Città di Cremona, la più cospicua in città, si è arricchita da oggi di una nuova opera, il dipinto "Mina, Frutta e Verdura", donato dall'autore Enrico Dennj Peretto ed eseguito a tecnica mista, acrilico e pastello su tela. La donazione è stata ufficializzata davanti alla conservatrice dei Beni artistici della Fondazione, Tiziana Cordani e alla presidente della stessa Uliana Garoli.
"Un’opera originale - ha spiegato Cordani - che prendendo spunto da un disco della cantante cremonese, celebra con garbata ironia, freschezza cromatica e spigliato segno grafico, la quarta T cremonese, la Tigre di Cremona diventata un simbolo amato da molti".
Nato a Cremona nel 1947, Peretto vive e lavora a Spinadesco. La sua prima mostra personale risale al 1971, poi un lungo silenzio artistico fino al 2001, quando riprende a dipingere ed esporre iniziando da una personale presso le Sede dell’Associazione Artisti Cremonesi. Nel 2010 espone all’Adafa e nel 2018 ancora alla AAC. Peretto è espositore e organizzatore della Mostra Contemporary Art a Castelvetro. Numerose le collettive a cui ha preso parte dal 2002 fino oggi; nel 2018 è presente sul catalogo di Arte Moderna e Contemporanea di Sartori Editrice Mantova.
Presso la sala del Consiglio della Fondazione, dove ha avuto luogo la donazione, è ancora visitabile l'esposizione dedicata all'osservazione del cielo e degli astri, realizzata da Tiziana Cordani e Alessandro Maianti del Gruppo Astrofili Cremonesi: quattro dipinti a tema 'cosmologico' dall'Ottocento ai contemporanei, che mostrano il fascino che la volta celeste ha sempre esercitato sugli artisti. Esposti inoltre i pannelli esplicativi sull'universo e alcuni strumenti per l'osservazione di stelle e pianeti.