Novità ed eventi

10/02/21

'CREMONA E' SOLIDALE': AL VIA LA RACCOLTA FONDI A FAVORE DEGLI ANZIANI

Fondazione Città di Cremona è al fianco di Cremona Solidale nella campagna di raccolta fondi a favore delle popolazione anziana. "Cremona è Solidale", questa la denominazione scelta per un'iniziativa che intende avvicinare ancora ancora di più la cittadinanza al polo geriatrico di via Brescia, duramente colpito anche sul piano economico dalla pandemia.
Grazie alla collaborazione con Fondazione Comunitaria della Provincia di Cremona Onlus, che ha messo a disposizione un conto corrente dedicato, le donazioni così effettuate potranno usufruire delle agevolazioni fiscali previste dalla normativa.

Si potrà contribuire anche con piccoli importi, specificando se lo si desidera di destinarli alle aree di attività di Cremona Solidale oppure al patrimonio indisponibile del Fondo stesso che sarà gestito attraverso un regolamento sottoscritto e condiviso tra la stessa azienda, il Comune e la Fondazione.
L’assegnazione delle disponibilità sarà disposta dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione o da un suo delegato, in base alle richieste del legale rappresentante di Cremona Solidale.
La Fondazione avrà il compito di verificare che l’assegnazione dei contributi avvenga nel rispetto della normativa vigente.

"L'iniziativa - spiega il presidente di Cremona Solidale Emilio Arcaini - nasce per avvicinare sempre più la città a questa bellissima istituzione che è Cremona Solidale, in questo momento in difficoltà economica come tutte le case di riposo e rsa. C'è bisogno di contributi anche economici per fare in modo che si possa non dico risolvere, ma dare una mano per far sì che la situazione venga migliorata.
"In questo momento - aggiunge - non abbiamo problemi dal punto di vista del contagio e le somministrazioni delle seconde dosi di vaccino stanno proseguendo. Siamo tranquilli dal punto di vista sanitario, ma nostra intenzione era ed è quella di migliorare i servizi. Avevamo in mente diversi acquisti di attrezzature per migliorare la vita dei nostri ospiti e facilitare il lavoro degli operatori, ma l'emergenza pandemica ci ha costretto ad accantonarli. Negli anni scorsi gli utili venivano investiti proprio per l'acquisto di macchinari e oggetti che miravano a migliorare il servizio, ma questo non è potuto avvenire".
"Con questa raccolta fondi, noi contiamo soprattutto sulle piccole donazioni, sono quelle che rendono più calore alla nostra azienda, ovviamente senza dimenticare i grossi benefattori, ai quali saremo sempre estremamente grati. Ma anche la solidarietà allargata alla città in questo momento è importantissima per noi".

"Uniamo tutte le forze (Comune, Fondazione e Azienda) per sostenere Cremona Solidale nella cura dei nostri anziani”, aggiunge Uliana Garoli, presidente di Fondazione Città di Cremona. “Servono nuove risorse per coniugare servizi sempre più innovativi con l’umanità necessaria per dare alle famiglie la forza di affrontare, con la massima serenità, giorni tanto difficili”.

"Il Fondo - aggiunge Rosita Viola, assessore alle Politiche Sociali e Fragilità del Comune di Cremona – concretizza una delle azioni previste nel rinnovato Accordo di Collaborazione tra Fondazione, Cremona Solidale Comune, lo abbiamo attivato in questo frangente legato all'emergenza sanitaria, ma resterà anche in futuro, a sostegno di progettualità concrete. Tante sono le possibilità per migliorare la vita degli ospiti a Cremona Solidale quando finalmente si potrà tornare a vivere una dimensione comunitaria: penso agli ampi spazi verdi da sistemare attorno alle palazzine, al Parco Mainardi, all’acquisto di arredi e dispositivi che migliorino la qualità della vita degli anziani. Negli anni passati Cremona Solidale ha ricevuto donazioni che si sono concretizzate in tempi brevi, anche in collaborazione con la Fondazione Città di Cremona, in interventi e servizi, a significare che è una realtà riconosciuta come bene comune da molti cittadini".

Per donare e sostenere la campagna “Cremona è solidale”
c/c intestato a Fondazione Comunitaria della Provincia di Cremona onlus
Credito Padano – Via Giordano, 109
IBAN IT48 L084 5411 4000 0000 0086 184 – Causale Cremona Solidale

21/01/21

La solidarietà ai tempi della pandemia: consuntivo e progetti per il nuovo anno

Nell'anno che ha visto l'inizio della pandemia, Fondazione Città di Cremona ha rivisto la propria programmazione, adattando alle nuove forme di bisogno la sua missione derivante dalle Opere Pie.

La presidente della Fondazione, Uliana Garoli, traccia un bilancio dell'anno appena finito e guarda ai futuri impegni.

"Il 2020, pur con tutte le sue difficoltà, ha visto un ulteriore passo avanti del nuovo modello di welfare di comunità che ha il suo fulcro nel complesso di via XI Febbraio, casa Barbieri - Raspagliesi.

Qui, con un intervento da 1,5 milioni di euro, sono stati ristrutturati dieci alloggi a canone calmierato assegnati ad anziani soli in condizioni di fragilità, che possono usufruire dei servizi del vicino Centro Diurno Integrato: spazi per la socializzazione, palestra, personale infermieristico.

La collaborazione con gli altri soggetti protagonisti di questo contesto (Comune di Cremona, Cremona Solidale, Consorzio Il Sol.co), ha consentito poi di sviluppare il progetto Oltre il Giardino, mettendo a disposizione di tutta la città lo spazio verde tra casa Barbieri Raspagliesi e Civico 81.

Un'area attrezzata con giochi, panchine ed orti dove anche i bambini delle scuole di via XI febbraio hanno potuto svolgere attività. Per noi è stato di grande soddisfazione vedere che questo spazio chiuso al pubblico per tanti anni, è diventato una valvola di sfogo per il quartiere e per le scuole, in un periodo in cui stare all'aria aperta è stata una misura di sicurezza importante".

Come avete rimodulato le altre azioni? "Purtroppo sono state limitate le occasioni di incontri pubblici, per ovvi motivi. Non abbiamo però rinunciato, lo scorso giugno, alla consegna dei Premi Barbieri, 12mila euro che abbiamo distribuito tra i giovani impegnati nella rete CremonaAiuta: durante la prima ondata del Covid, quando tutti siamo stati presi alla sprovvista, i ragazzi hanno dato un contributo fondamentale alle attività di volontariato delle associazioni, dalla distribuzione casa per casa delle mascherine, alla consegna dei pasti e della spesa a domicilio, fino al servizio sulle ambulanze di Croce Rossa e Croce Verde".

Quali novità per il 2021? "Con il via libera della Soprintendenza, siamo pronti a partire con la ristrutturazione dell'ala sinistra della palazzina storica Soldi di via Brescia, dove sorgerà il nuovo centro diurno Alzheimer e una comunità alloggio di tipo alberghiero per anziani, nell'ottica di diversificare l'offerta assistenziale.

Il perdurare dell'epidemia del Covid ha rallentato la fase iniziale del cantiere. Si tratta di un'operazione economicamente importante, circa 4,5 milioni di euro, resa possibile dalla generosità dei nostri concittadini, in questo caso i fratelli Somenzi".

Le donazioni sono fondamentali per la vita stessa della Fondazione. In un anno tragico come il 2020 che andamento c'è stato? "Tutto quanto abbiamo in programma non avrebbe potuto concretizzarsi senza i generosi lasciti dei nostri concittadini. Cito, tra gli altri, il lascito di Lidia Azzolini destinato al completamento del polo di via XI Febbraio.

Ora è necessario un ulteriore sforzo da parte di tutta la comunità: conosciamo bene la difficile situazione vissuta dalle residenze per anziani, dal punto di vista umano e da quello economico finanziario.

La Fondazione sarà al fianco di Cremona Solidale in una raccolta fondi per sostenere i maggiori costi imposti dalla pandemia. 'Cremona è Solidale' è il nome scelto per questa campagna  che stiamo organizzando insieme all'Azienda e al Comune e che punta a coinvolgere tutta la comunità cremonese".

25/11/20

Gli orti di Oltre il Giardino stanno prendendo colore

Ecco l'articolo che Civico 81 ha dedicato all'esperienza in atto in via XI Febbraio 60.

Parliamo di outdoor education, di orti, di laboratori di comunità, di social street. Parliamo di uno spazio speciale, aperto alla cittadinanza: il giardino che collega via XI febbraio e via Bonomelli, di proprietà della Fondazione città di Cremona, nel quale si vivono esperienze intergenerazionali che coinvolgono gli abitanti del Civico 81, gli anziani ospiti del Centro Diurno Barbieri Raspagliesi e degli appartamenti, e gli alunni di alcune scuole del quartiere.

A marzo, si stava organizzando la prima “Festa di Santa Rita” che si sarebbe dovuta celebrare il 23 maggio 2020, ma che è stata rimandata a data da destinarsi a causa della pandemia. Proprio a partire da questo stop, all’interno del progetto About Cremona della Coop. Nazareth con l’Associazione di Volontariato Drum Bon e l’Azienda Speciale Comunale Cremona Solidale, cofinanziato dalla Fondazione Comunitaria della Provincia di Cremona, ci si è messi in ascolto dei nuovi bisogni emersi nell’emergenza sanitaria. E così, il giardino con i suoi spazi per il gioco, le chiacchiere informali, un piccolo campo da calcio e 10 vasconi per la coltivazione dell’orto, sono diventati luoghi preziosi per gli alunni delle scuole di ogni ordine e grado della zona, per la ricreazione post pranzo, le attività didattiche, ludiche e sportive in sicurezza. E rimangono un punto di riferimento all’interno del complesso che va da via XI Febbraio a via Bonomelli, per gli ospiti dei vari servizi diurni e residenziali dedicati ai più fragili. Anche lo spazio degli orti è ripartito: nuovi colori ai vasconi, nuove piantine e presto una piccola serra che servirà per la coltivazione di alcune piante nel periodo invernale.

Ma non è finita qui. I promotori del progetto About Cremona stanno approfondendo il tema dell’outdoor education e un piccolo gruppo di educatori, insegnanti ed operatori di Rigenera sono al lavoro per progettare due nuovi spazi di apprendimento all’aperto da lasciare alla libera fruizione di piccoli e grandi: uno sarà negli spazi del Civico 81 e uno nell’azienda agricola Rigenera a Persico Dosimo.

Il tutto con l’obiettivo, alla fine dell’emergenza sanitaria, di tornare a proporre iniziative di aggregazione e socializzazione fra generazioni e tra diversità: incontri sulla salute ed il benessere, laboratori e momenti di incontro, tornei sportivi, spettacoli e due importanti eventi: la festa di Santa Rita che è saltata e la “Bonomelli Social Street”.

08/10/20

IL 17 E 18 OTTOBRE VISITE GUIDATE IN FONDAZIONE PER LE GIORNATE D'AUTUNNO DEL FAI

La nostra Fondazione aderisce alle Giornate d'Autunno del Fai - Fondo Italiano per l'Ambiente - iniziativa che da anni contribuisce a far conoscere il patrimonio culturale delle nostre città, spesso scarsamente visibile. In particolare, nelle giornate di sabato 17 e domenica 18 ottobre, dalle 10 alle 18, (ultimo ingresso h 17:30) saranno organizzate viite guidate presso la nostra sede di piazza Giovanni XXIII e alla collezione di dipinti.
La Fondazione Città di Cremona è il risultato del progressivo accorpamento di numerosi luoghi pii e di consorzi che, fin dal ‘300, si occupavano di assistenza e carità. Il Palazzo della Carità è una singolare costruzione tardo seicentesca di grande pregio, ampiamente rimaneggiata tra Otto e Novecento, che ospita una delle più significative quadrerie della città. Ed è proprio quest’ultima il cuore dell’apertura: i visitatori potranno ammirare la notevole collezione di dipinti antichi, tra cui si distinguono le eleganti Storie bibliche di fine Seicento di Francesco e Pietro Antonio Picenardi, per poi passare ai capolavori del Novecento cremonese, tra cui si distinguono i bellissimi carboncini di Mario Biazzi, a cui è dedicata un’intera parete, l’introspettivo Ritratto di Giuseppe Tomè eseguito dall’amico Carlo Vittori e il delicato bozzetto del sipario del Ponchielli di Antonio Rizzi. Ci sarà spazio anche per apprezzare opere ancora più contemporanee di artisti quali Sergio Tarquinio con i suoi inquietanti Operai.

LA PRENOTAZIONE è caldamente consigliata e si potrà effettuare a partire dal 6 ottobre sul sito www.giornatefai.it. Al momento della prenotazione verrà richiesto un contributo minimo di € 3, come donazione.

Per ulteriori informazioni: cremona@delegazionefai.fondoambiente.it

03/10/20

FESTA DELLA FONDAZIONE, SOTTOSCRITTO L'ACCORDO CON COMUNE E CREMONA SOLIDALE

Siglato questa mattina, presso la sede della Fondazione Città di Cremona in piazza Giovanni XXIII, l'Accordo di collaborazione - valevole fino a fine mandato, 2024 - per la gestione del welfare cittadino che vede coinvolti, oltre alla Fondazione, il Comune di Cremona e l'azienda speciale Cremona Solidale. Presenti al tavolo, la Presidente e membri del Cda della Fondazione: Uliana Garoli, Fiorenzo Bassi, Paola Romagnoli, Giancarlo Bosio; il segretario generale Lamberto Ghilardi, il sindaco Gianluca Galimberti e l'assessore alle Politiche Sociali e Fragiltà Rosita Viola; la componente del Cda di Cremona Solidale Maria Luisa Rocca.

DUE POLI PER IL NUOVO WELFARE - La presidente Uliana Garoli ha fatto un breve excurus sui drammatici mesi della pandemia vissuti dalla città: "La Fondazione è la casa di tutti i cremonesi, anche in questo momento così particolare, nel quale siamo stati tutti segnati. La nostra città ha perso una generazione di anziani, ma ha anche messo in moto le sue energie nel miglior modo possibile. La Fondazione in questi mesi ha avuto la sensazione di non riuscire a fare tutto quello che era necessario: abbiamo sostenuto in modo concreto l'ospedale", ha detto Garoli indicando lo pneumologo Giancarlo Bosio che come noto è stato in prima linea, "e abbiamo dedicato l'annuale Premio Barbieri ai ragazzi di CremonaAiuta. Adesso il nostro impegno è quello di ripensare gli spazi dove si svolge il welfare cittadino per una nuova socialità, a cui non possiamo rinunciare nonostante tutto". Il primo polo di intervento è Casa Raspagliesi di via XI Febbraio, con gli alloggi recentemente ristrutturati e tutti affittati a canoni moderati (4 dei quali destinati momentaneamente a rotazione per casi individuati dai servizi sociali) e inseriti nel polmone verde del Giardino comunicante con i servizi delle cooperative del Consorzio Il Sol.co / Civico 81: con la ripresa delle scuole il Giardino è diventato luogo di lezione e ricreazione per la materna e la primaria Sacra Famiglia e la primaria Realdo Colombo.
Il secondo, più impegnativo economicamente, polo di intervento è via Brescia, con la ormai imminente ristrutturazione di un'ala della palazzina storica dove troveranno spazio Centro Diurno Integrato, centro diurno Alzheimer e casa protetta con sistemazione di tipo alberghiero. "Un progetto - ha spiegato Garoli - che abbiamo potuto far partire grazie alla donazione di Luciano Somenzi e sorella, e che vedrà l'apertura del cantiere entro l'anno, con alcune integrazioni che rispondano alle nuove normative anti Covid. Devo dire che siamo stati lungimiranti, se non fossimo partiti per tempo a progettare questi due interventi, oggi non saremmo in grado di attuarli".

Proprio per garantire un'oculata gestione delle risorse della Fondazione, verrà lanciata a breve una nuova campagna di raccolta fondi (dopo quella avviata per via XI Febbraio, 'Oltre il Giardino').

GALIMBERTI: LE RSA NON REGGONO, INDISPENSABILE ANDARE OLTRE LA RESIDENZIALITA' - E' stato poi sindaco Gianluca Galimberti a tracciare le linee di sviluppo del welfare cittadino che dovrà fare sempre più i conti con una popolazione che invecchia, ma che può dare ancora tanto alla società, e con risorse non illimitate. "Questo Accordo - ha detto - illustra un percorso concreto e già in parte in atto. Siamo davanti a un nuovo modello di welfare, che vede protagonisti oltre al Comune, Cremona Solidale e Fondazione Città di Cremona: i loro Cda si sono insediati alla fine dell'anno scorso, ma con tutto quanto hanno dovuto affrontare nei mesi scorsi, hanno accumulato un'esperienza di 10 anni!
Oggi mi sono sentito anche con il sindaco di Brescia Del Bono, la situazione è simile dovunque: le Rsa non reggono. Due gli ordini di problemi che devono affrontare: la cura delle fragilità e i risvolti occupazionali. Il Comune ha postato, nelle variazioni di Bilancio, una quota significativa per Cremona Solidale; siamo anche fiduciosi che la Regione mostri un'attenzione particolare, ma in questo momento è necessario trovare modelli innovativi di welfare, che peraltro a Cremona siamo già in grado di vedere".

Il sindaco è poi tornato a parlare dell'evoluzione dei servizi rivolti agli anziani: "La residenzialità, la tradizionale Rsa, non basta più. E d'altra parte non si può dire alle famiglie 'arrangiatevi con le badanti'. Spese di un certo tipo se le possono permettere solo alcuni. Allo stesso tempo oggi abbiamo 80 e 90enni che sono ancora una risorsa per la società e questi due interventi, uno in centro storico, l'altro in via Brescia, analoghi e diversi allo stesso tempo, valorizzano questi aspetti, esattamente nella direzione di quella 'medicina territoriale' di cui oggi si asupica lo sviluppo".

Sia il progetto di via Brescia che quello di via XI Febbraio integrano l'offerta residenziale per chi ha un certo grado di autonomia, con la presenza in loco di servizi sociali e sanitari, oltre che con occasioni di aggregazione. E anche la smart city, concetto apparentemente lontano dall'interesse degli anziani, troverà un ulteriore campo di applicazione, consentendo lo snellimento delle procedure e facilitando la comunicazione tra i vari operatori in campo, oltre che direttamente con la telemedicina.

ALTRI INTERVENTI IN VIA BRESCIA - L'assessore al Welfare Rosita Viola ha infine illustrato i contenuti principali dell'Acccordo, che prevede anche altri interventi strutturali sul complesso di via Brescia, quali l'illuminazione di via Zocco, un impianto fotovoltaico sopra il parcheggio e la sistemazione dell'attigua area boscata "parco Mainardi' da rendere fruibile sia per gli ospiti di Cremona Solidale sia per gli esterni, essendo facilmente raggiungibile anche con la nuova ciclabile di via Brescia.

LA DONAZIONE MORI E ASNICAR IN MOSTRA FINO ALL'8 GENNAIO - La mattinata si è conclusa con l'inaugurazione della mostra di 15 opere - 14 quadri della collezione personale del pittore Giorgio Mori e una terracotta, "Bambina con violoncello", di Giusy Asnicar - illustrata da Tiziana Cordani, curatrice della Collezione degli Artisti del Novecento della Fondazione, unica in città. La mostra resterà aperta fino all'8 gennaio. "Arte e cultura - ha detto tra l'altro Cordani - nonostante non rappresentino il principale campo di intervento della Fondazione, sono considerati dalla Fondazione stessa come parte fondamentale del tessuto della nostra comunità, e rappresentano i valori condivisi dai nostri artisti". Gli autori in mostra sono Milena Adai, Marcello Alfei, Remo Azzini, Franca Baratti, Roberto Bedani, Mario Benedetti, Pietro Marcotti, Aldo Malerba, Virgilio Nolli, P.Antonio Pedroni, oltre ai cremaschi Feliciano Bianchessi, Federico Boriani, Fazio Lauria. Esposte inoltre due tele ad olio dello stesso Mori già proprietà della Fondazione.

30/09/20

DAL 3 OTTOBRE LE DONAZIONI GIORGIO MORI E GIUSY ASNICAR IN MOSTRA A PALAZZO DELLA CARITA'

Quattordici quadri donati da Giorgio Mori entrano a far parte della Collezione degli Artisti del Novecento della Fondazione Città di Cremona, che già custodisce due opere del pittore. Saranno al centro della mostra che inaugura il 3 ottobre alle 10,30 al piano terra del Palazzo della Carità, sede della Fondazione, in occasione della festa annuale che si svolge nella ricorrenza di san Francesco d'Assisi.

Quattordici opere di artisti diversi, a testimonianza dell'attività artistica che si è svolta sul territorio nel secolo appena trascorso, come spiega Tiziana Cordani, curatrice della collezione permanente, che su invito dello stesso Mori ha selezionato le opere. "Ho optato per autori in parte già presenti nella nostra collezione, in parte no, che potessero dare una rappresentazione della varietà nella produzione artistica cremonese. Allargando lo sguardo anche al territorio cremasco, con artisti quali Feliciano Bianchessi, Federico Boriani, Fazio Lauria, mentre purtroppo in questa occasione manca una presenza casalasca". Convinta che dal dolore dei mesi bui del Covid si possa uscire anche attraverso la bellezza e la speranza, la curatrice ha anche optato per esporre a centro sala una scultura in terracotta donata da Giusy Asnicar, che rappresenta una bambina in compagnia di un animale, opera che appartiene a "quel versante dedicato all'infanzia sempre caro ad Asnicar, che ci rimanda all'età delle aspettative non ancora tradite".

Questi gli altri autori presenti in esposizione: Milena Adai, Marcello Alfei, Remo Azzini, Franca Baratti, Roberto Bedani, Mario Benedetti, Pietro Marcotti, Aldo Malerba, Virgilio Nolli, P.Antonio Pedroni. Dipinti ad olio, ad acrilico, ma anche un acquerello, un affresco (le due donne di Franca Baratti, tratto dalla serie ispirata al pittore trecentesco Altichiero), una china e un collage, quest'ultima composizione di Lauria con al centro un intenso volto di donna. Per soggetti che spaziano dal figurativo all'astratto al paesaggio. Tra le particolarità, due quadri che hanno per protagonista lo stesso Giorgio Mori: il suo ritratto, realizzato ad olio nel 1958 da Aldo Malerba e "Il maestro e la modella" opera del 1990 di Pedroni, che mostra il pittore al lavoro nel suo studio.

Il ritratto di Mori sarà esposto con accanto le due opere a sua firma già custodite in Fondazione, una Maternità e un "Angelo Portacroce", rappresentative di due filoni prediletti dal pittore cremonese.

La mostra, che apre in concomitanza con la giornata di Festa della Fondazione Città di Cremona, da sempre vicina ai bisogni dei cremonesi, rimarrà aperta fino all'8 gennaio 2021 e sarà visitabile, previa prenotazione, dal 5 ottobre 2020 all’8 gennaio 2021 nei giorni feriali ore 10 – 12,30 e la domenica ore 10 - 12.

24/09/20

IL 3 OTTOBRE SI AVVICINA: E' IL GIORNO DELLA NOSTRA FESTA!

Sabato 3 ottobre alle 10,30, la Fondazione Città di Cremona organizza il tradizionale momento di incontro presso la propria sede di piazza Papa Giovanni XXIII. Quest'anno il distanziamento imposto dal Covid costringe a limitare gli accessi a 30 persone, per questo è necessario prenotarsi telefonando in segreteria (tel. 0372 421011, giorni feriali ore 9.30-12.30) o mandando una mail a: segreteria@fondazionecr.it

Il programma prevede tre momenti: il benvenuto presso il cortile di Palazzo della Carità da parte della presidente della Fondazione Uliana Garoli e del Cda; sarà questa l'occasione per scoprire i contenuti dell'accordo di collaborazione tra Amministrazione Comunale, Azienda Speciale Cremona Solidale e Fondazione, che prevede nuovi interventi per la sede di Cremona Solidale in via Brescia e il proseguimento dell'impegno nel welfare locale a sostegno di tutte le fragilità.
Seguirà l'inaugurazione della mostra - curata da Tiziana Cordani - dei dipinti che il pittore Giorgio Mori ha voluto donare alla Collezione degli Artisti del Novecento: in esposizione, opere di Milena Adai, Marcello Alfei, Remo Azzini, Franca Baratti, Roberto Bedani, Mario Benedetti, Pietro Marcotti, Aldo Malerba, Virgilio Nolli, P. Antonio Pedroni, Feliciano Bianchessi, Federico Boriani, Fazio Lauria. A quella di Mori si aggiunge anche la donazione di una scultura da parte di Giusy Asnicar.

Infine alle 21,15, presso la chiesa di San Michele, le splendide voci del Coro Costanzo Porta reduce da concerti nei più prestigiosi festival italiani, accompagnate dall'orchestra Cremona Antiqua, offriranno alla città il concerto di San Francesco: musiche di A. Scarlatti, D. Scarlatti, H. Purcell; direzione del Maestro Antonio Greco.
Anche in questo caso è importante prenotarsi (massima capienza 100 posti) telefonando al cell.348 8754571 o mandando una mail a: coro@costanzoporta.it

La mostra sarà visitabile, previa prenotazione, dal 5 ottobre 2020 all’8 gennaio 2021 nei giorni feriali ore 10 – 12,30 e la domenica ore 10 - 12.

QUI SOTTO: Due quadri di Giorgio Mori in esposizione

09/07/20

PREMIO BARBIERI 2020/ 5 FOCR E AUSER, VOLONTARI NON PER CASO

La Focr - Federazione oratori cremonesi - è stata una delle realtà importanti nella gestione degli aiuti durante l'emergenza Covid19. Lo ha fatto attraverso il suo rappresentante, don Paolo Arienti, che ha tenuto le fila tra le richieste della rete CremonaAiuta e i giovani degli oratori, molti dei quali già abituati al volontariato sociale. Come Laura Damiani, che insieme all'amica Ivana Xhani condivide l'impegno e anche altre passioni, ad esempio la danza. Entrambe sono state segnalate per il premio Barbieri.

Laura ha 22 anni, è al terzo anno di Lingue e Relazioni Internazionali a Brescia e a febbraio -marzo sarebbe dovuta andare a studiare in Cina. La pandemia ha interrotto i suoi programmi e l’ha dirottata verso l’aiuto ai più deboli. Conosce già bene lo spirito di servizio: “Sono stata animatrice al Grest di Cristo Re, la mia parrocchia, e dal 2018 sono entrata nell’associazione Drum Bun, che svolge animazione per ragazzi soprattutto all’estero, in Romania ma anche Albania, e in Calabria, oltre che a Cremona. E’ stato tramite Drum Bun che ci è stato chiesto chi avesse tempo a disposizione e chi se le sentisse di rendersi disponibile ad attivarsi durante i mesi del lockdown quando non si poteva uscire di casa.

“Ho iniziato subito: ci sono state affidate due famiglie a cui una volta alla settimana dovevamo fare la spesa e recapitarla a casa. Loro telefonavano, davano la lista delle cose da prendere e io sempre in coppia con un’altra persona, gliele portavo”.

“Poi, insieme al don (Pierluigi Fontana, vicario di Cristo Re) e a Ivana, abbiamo aiutato nella distribuzione a domicilio dei pacchi della san Vincenzo, visto che le persone non potevano uscire di casa”. Non erano attività completamente nuove per me, le avevo già sperimentate per Rigenera”, altra realtà - come Drum Bun - che fa capo alla cooperativa Nazareth.

Una serie di esperienze che hanno messo in contatto Laura con famiglie fragili dal punto di vista sociale o economico: “Ho familiarizzato soprattutto con quelle segnalate dal Comune, con le quali c’erano più contatti. Mi sono sempre sentita gratificata da loro, sono sempre stati disponibili e gentili. Con la consegna pacchi della san Vincenzo è stato un po’ diverso,  è sempre andato tutto bene, ma trattandosi spesso di anziani, mi sono resa conto della grande difficoltà con cui vivevano quella situazione. Una signora in particolare, voleva che salissi in casa da lei per scambiare qualche chiacchiera, me lo ha chiesto diverse volte, ma purtroppo non era possibile. E anche comprendersi attraverso le mascherine è stato faticoso per loro”.

“In quei mesi in cui in pratica tutte le relazioni di amicizia si erano interrotte, è stato bello potersi relazionare con qualcuno che non fossero solo i genitori e mio fratello. Sento di essere stata fortunata perchè ho avuto la possibilità di uscire e comunicare con persone diverse. La mia preferenza però resta quella di lavorare con bambini e adolescenti, mi sento più portata”.

L’impegno richiesto a Laura è stato di circa tre ore alla settimana per le due famiglie assistite dal Comune e altrettante per quelle della san Vincenzo: “All’inizio mi ci sono buttata con facilità perchè ero abituata a fare tante cose e d’improvviso tutto si era interrotto. Poi, quando a maggio sono iniziati gli esami, devo ammettere che mi è risultato un po’ più difficile”. 

Sempre attraverso la Focr, Filippo Dossena e Stefano Carlino sono stati dirottati all’Auser Volontariato, che in collaborazione con l’Azienda Sociale Cremonese ha gestito il centralino telefonico per le richieste di assistenza. Stefano è un veterano del volontariato, anche internazionale, lo ha cominciato fin da quando era alle superiori. Ora studia Ingegneria, ma di fatto non ha mai interrotto l’impegno sociale. Insieme a Filippo sta continuando a collaborare con Auser nel Centro Estivo per ragazzi a Stagno Lombardo. Filippo studia Scienze dell’Educazione e dei Processi Formativi e anche lui da fine febbraio si è trovato inaspettatamente con tanto tempo libero.

“Grazie al contatto con il don della mia parrocchia mi sono iscritto ad Auser - ci racconta -, associazione che durante l’emergenza si è attivata ed ha rivoluzionato i suoi servizi, soprattutto fare e portare la spesa alimentare e i farmaci alle persone costrette a rimanere a casa o perché troppo esposte al virus o perché in quarantena e quindi impossibilitate ad uscire. Si è cercato principalmente di fare servizio per quelle persone che non avevano nessun altro a cui rivolgersi ovvero anziani senza figli o con figli che vivevano fuori dal comune di Cremona. 

“All’inizio il mio ruolo è stato quello di centralinista e mi impegnava dalle 9 alle 12,30, tre ore e mezza dove entrambi i telefoni del nostro ufficio continuavano a squillare senza un secondo di pausa. Le persone ci ordinavano la loro spesa che trascrivevamo su dei fogli appositi, chiedevamo le condizioni di salute e poi passavamo le liste al gruppo che si occupava di effettuare la spesa al supermercato. 

“Dopo la prima settimana si iniziavano a conoscere gli utenti e questo ha creato un bel clima quasi famigliare: la maggior pate delle persone che chiamavano avevano anche bisogno di un po’ di compagnia, me ne sono accorto ancora di più quando sono passato al servizio di consegna, tutti i giorni dal lunedì al venerdì: ci si fermava cinque minuti in più del necessario per fare due chiacchiere e portare un po’ di compagnia. 

“Mi sono trovato circondato da persone con grande spirito di sacrificio, oltre ai numerosi ragazzi reclutati per l’emergenza come me c’erano anche i “veterani” di sessanta e sessantacinque anni che impavidi hanno risposto positivamente alla nuova richiesta nonostante fossero nella fascia di età più esposta.

"Siamo riusciti a creare un bel gruppo e questo ci ha permesso di faticare e sorreggerci gli uni con gli altri senza accusare troppo lo sforzo”. “Non ho fatto incontri particolari con delle persone - racconta ancora Filippo - ma era piacevole sentire che ogni due o tre giorni chiamavano le stesse persone e quando riconoscevano la tua voce si sentivano tranquillizzate ed alla fine di ogni telefonata ti ringraziavano tantissimo definendoci più volte degli angeli”. La formazione scout lo ha aiutato a mettersi a disposizione: “Il tempo passato in questa esperienza non mi è per niente pesato ed anzi è stata occasione per riflettere soprattutto sulle fragilità delle persone anziane e fare nuove conoscenze". E una volta terminata la piena emergenza Ha continuato a collaborare con Auser nell'assistenza agli ingressi della casa di cura Ancelle.

“Sinceramente non mi sento speciale o migliore per quello che ho fatto, la mia educazione e la mia famiglia mi hanno insegnato che quando c’è bisogno di aiutare bisogna farlo senza nessuna ricompensa, infatti il volontariato e sempre stato parte della mia vita sia come scout sia come allenatore e giocatore di calcio e mi è sembrata la cosa più normale farlo anche in questo periodo con una nuova associazione che prima non conoscevo”.

Anche Carlo Chiavuzzo, 20 anni, studente universitario, è stato impegnato nel servizio di spesa a domicilio e ha raccontato le ragioni della sua scelta sul blog diocesano ‘Restart’. “Mi sono sentito in dovere di dare una mano alla mia città”, dice Carlo in una videointervista. “Non sono un medico, non potevo essere in prima linea come dottore, ma  sentivo che dovevo mettermi in gioco. E poi a spingere c’è stato anche l’aspetto del divertimento: il volontariato mi dava la possibilità di uscire, stare con amici e persone che conoscevo e non ero costretto a stare dentro le mura di casa”.

L’immagine del volontario Auser che consegna il sacchetto della spesa in un cestino tirato su  con una cordicella al piano superiore di un’abitazione, è quella che per Carlo simboleggia meglio di tutte lo spirito di questo servizio: cercare, anche con metodi fantasiosi, di rendersi utili al prossimo. Un’esperienza utile agli altri, ma anche a noi stessi: “Fin da subito - dice ancora Carlo -  questa cosa è stata per me motivo d’orgoglio, mi sono sentito importante in una situazione difficile. Ho ricevuto complimenti e gratitudine, sentire che sei importante per una persona, ti rende molto felice e soddisfatto. E’ un ricordo che terrò dentro di me tutta la vita. E’ la dimostrazione che tutti possiamo renderci utili per la comunità, anche per chi non conosciamo”.

03/07/20

PREMIO BARBIERI 2020/4: PER GLI AMICI DI ROBI UNA NUOVA SCOMMESSA (VINTA)

Il blocco di tutte le attività sportive e degli eventi musicali rischiava di lasciare inattivi troppo a lungo i ragazzi degli 'Amici di Robi'. Per questo Federico Medagliani, presidente dell'associazione che ha trasformato un torneo di street basket di quartiere in un evento nazionale e ha infiammato le notti estive al parco al Po con il Tanta Robba Festival, non ha avuto dubbi nel proporre ai ragazzi di dare una mano alla rete di CremonAiuta. Nello spirito che da sempre contraddistingue questa associazione: entusiasmo, empatia e tanta positività nell'affrontare anche i momenti bui.
Il 'via' all'impegno è venuto quando in associazione si sono resi conto che era proprio impossibile, quest'anno, dare vita all'evento già pronto a partire, il St.Patrick's Day, lo scorso febbraio. "Mi è arrivato un messaggio, se potevamo consegnare birra", ricorda Federico. "Ho capito che forse potevamo metterci a disposizione anche per fare qualcosa di più utile e abbiamo chiesto all'assessore Viola". L'incarico è stato quello di recapitare i pasti pronti preparati presso il Bon Bistrot (e poi al Seminario) presso le abitazioni di persone anziane e fragili servite dalla cooperativa Varietà, che aveva molti soci - dipendenti impossibilitati per malattia o altro.
Un servizio che ha impegnato sette giorni su sette, con una ventina di utenti per giorno. Mente organizzativa è stata Letizia Kakou, educatrice, 28 anni il prossimo dicembre, da un anno socia degli Amici di Robi, che di settimana in settimana ha incrociato i turni senza mancare di mettersi sempre in servizio per prima quando serviva.
Tra i volontari segnalati per il premio Barbieri, oltre a lei c'è Stefano Ferrari, 27 anni, studente in Ingegneria Meccanica a Parma e Federica Maccagnola, stessa età, addetta alle vendite in un negozio di telefonia, che dai primi di marzo non ha mai saltato un turno e considera gli anziani del suo giro come se fossero i suoi nonni. Per tutti, a turno, partenza dalle cucine del seminario e poi per tre ore circa, il giro dei 'clienti' abituali, con cui sono nate storie di affetto e amicizia.

"Mettersi a disposizione della comunità è stata un’esigenza fisiologica", racconta Paola, segretaria dell'associazione. "Sinceramente questo tipo di volontariato sta restituendo più a noi, emozionandoci ogni volta che una persona anziana ci ha aperto la porta con il sorriso nel vederci, con quella timida felicità che si prova nell’aspettare una visita gradita, probabilmente l’unica della giornata".
Un impegno che ha visto unirsi caratteri diversi e li ha resi più amici nel condividere quei viaggi da una casa all'altra percorrendo strade deserte e spesso sconosciute: Stefano, ad esempio, non aveva mai fatto altro volontariato se non all'interno del Tanta Robba. "Come addetto alla 'cambusa', dice ridendo, "ma lì siamo in tanti a collaborare, è impossibile conoscersi tutti, a volte sono solo numeri su whatsapp. Qui è stato diverso, non pensavo di trovarmi subito così a mio agio, invece mi è venuto tutto naturale, forse anche per il momento particolare che vivevamo e per la causa. Tre ore in macchina tutte le mattine aiutano a familiarizzare".

Tra i tanti utenti per cui questi ragazzi erano diventati presenza fissa, alcuni resteranno sempre in mente: come 'la Vitto', una signora di 94 anni, una tosta, che aveva sempre lavorato in vita sua e raccontava aneddoti e storie sulla sua gioventù, il marito, i figli. "La nostra presenza era una gioia per lei, ci ringraziava perchè portavamo una ventata di felicità. 'Buona giornata, come verrei volentieri con voi', ci diceva".
La 'Vitto' è entrata anche nel cuore di Federica, che è riuscita a conciliare il volontariato con i turni di lavoro a mano a mano che questo riprendeva: "Portava i suoi anni egregiamente, ci ripeteva tutti i giorni l'aneddoto in cui il marito le diceva, quando era ancora in vita, 'te seét de sbàter in dèl bidoòn del rud' e la nostra risposta era sempre che tutti avremmo fatto la firma ad arrivare ai 94 come lei".
Tra tanti sorrisi, anche qualche amarezza: "C'è stata una persona che ci rispondeva un po'stizzita se non arrivavamo all'ora giusta, perchè diceva che poi doveva uscire", racconta Stefano, "poi magari si arrabbiava se nella scatola c'era il pane integrale invece di quello normale, in quanto diabetico ... ma niente di traumatico".

"A volte è stato anche difficile osservare le regole - aggiunge Federica - sapevamo bene di non dover entrare in casa, però c'erano persone che magari non avevano neanche la forza di prendere le scatole, bisognava proprio avvicinarsi, oppure si sorreggevano con il bastone e non c'era modo di fare la consegna a distanza. Ho visto anche situazioni in cui
mi chiedevo, vedendo certe persone, come facessero a stare da soli e purtroppo qualcuno, o perchè caduto o a causa del Covid, non è più stato in grado di stare in casa".
Qualche timore di subire il contagio c'è stato: "Ho avuto gli zii ricoverati - dice Stefano - in effetti in qualche momento ho pensato al rischio, ma è durato poco, e poi eravamo protetti, si sudava tantissimo dentro quel camice. Se non lo facciamo noi a 27 anni, mi sono detto, chi dovrebbe farlo?".
"Da tutto questo abbiamo solo guadagnato, non abbiamo rinunciato a niente", afferma Letizia."E' stato anche un modo per rimanere attaccati alla realtà" aggiunge Federico. "Parecchie persone si sono aggiunte nel tempo, in tanti ci hanno chiesto di poter dare una mano. C'è molto dell'atteggiamento di Roberto (Telli) in quello che abbiamo fatto in questa occasione. Il piglio di tutti i volontari è sempre lo stesso di tutte le altre nostre iniziative: cercare di mettere a proprio agio la persona che hai di fronte, che sia un 18enne che vuole vedere un concerto o un anziano. Sono convinto che le persone che si mettono in gioco con noi hanno connaturata questa carica emotiva ed empatica, anche nell'approcciarsi a degli sconosciuti. Mettere a proprio agio le persone era una grande dote di Roberto, noi cerchiamo di fare lo stesso. E' curioso che in questo gruppo ci sia gente di 18 anni, di 40, gente che ha tre lauree e altri che magari non hanno finito le medie ... tanta diversità ma con qualcosa che li unisce".
"Siamo riusciti a portare tanto del paradigma 'Tanta Robba' anche in questa situazione 'strana'.
Dopotutto il desiderio di superare la tristezza per la perdita di un amico è quello che ci ha fatto mettere in piedi il torneo tramutando la paura in qualcosa di positivo. Anche con l'emergenza sanitaria è successo qualcosa di simile: siamo in un momento di difficoltà, cerchiamo di fare qualcosa che ci aiuti a costruire".

Questi gli altri ragazzi under 28 che hanno dato la massima disponibilità nei vari turni di consegna: Luca Balla, Zamble Bi Denson, Gabriella Petrina, Chiara Sbruzzi, Anca Verde, Angelica Bonavita, Matteo Zametta.
"Siamo molto orgogliosi e grati di avere in Associazione persone dotate di questo spirito, sono la nostra forza e sprone a buttare sempre un po’ più in la il cuore oltre l’ostacolo".

GUARDA QUI IL VIDEO REALIZZATO DURANTE IL LOCKDOWN DA CREMONA1 TV

02/07/20

PREMIO BARBIERI 2020 /3 LA CITTA' DELL'UOMO: SPESA E MASCHERINE A DOMICILIO

Sono 10 i giovani segnalati dall'associazione Città dell'Uomo dal presidente Giuseppe Ballestriero per l'impegno mostrato durante la fase più dura dell'emergenza Covid. Ecco le testimonianze di tre di loro, ragazzi che hanno dedicato il proprio tempo e le proprie energie nell'ambito della rete CremonAiuta, a favore di chi durante il lockdown non aveva contatti con il mondo esterno.
Francesca Nassano, 24 anni, si è appena affacciata al mondo del lavoro. Da poche settimane lavora nell’ufficio marketing di un’azienda, "ma durante la pandemia ero una stagista disoccupata. Ho anche un secondo lavoro: faccio la hostess allo stadio Zini per la U.S.Cremonese. Il mio hobby (e a volte anche questo diventa un lavoro) è la danza, che pratico in una scuola di Cremona e in un’agenzia a Milano". Il suo ultimo impegno in questo settore era stato a gennaio, quando ha partecipato a un video musicale dei Pinguini Tattici Nucleari. Appena in tempo di finire le registrazioni e poi tutto è cambiato.
"Mi sono resa conto che c'era un grande bisogno di aiuto da parte di noi giovani. Tramite la Città dell'Uomo ho contribuito ad organizzare la distribuzione dei buoni spesa presso il POIS del Comune, alla preparazione delle mascherine, dividendole per i vari quartieri e quindi alla loro distribuzione. Poi, con gli altri ragazzi, abbiamo preparato gli scatoloni per le varie associazioni presso la Protezione Civile e ho fatto la spesa per le persone in difficoltà". Questa non è stata la prima esperienza di volontariato di Francesca, che durante l’università aveva collaborato ad un laboratorio teatrale presso la Casa dell’accoglienza. Ma il volontariato in pieno periodo Covid è stato una cosa diversa: "Un episodio che mi ha colpito è stato quando la guardia della Lidl, il supermercato dove andavamo a fare la spesa con l’associazione, ci ha donato tanto cibo per le famiglie in difficoltà e ci ha ringraziati per ciò che stavamo facendo, dicendoci un detto del suo Paese d'origine: 'La soluzione per l’uomo è l’uomo'".
"Una cosa bellissima da aggiungere è che anche il mio fidanzato ha fatto volontariato con me a La Città Dell’Uomo. Ci siamo visti sempre con i guanti e la mascherina, a distanza e solo durante l’attività di volontariato... ma almeno ci siamo visti! Le richieste per fare volontariato erano tantissime, sono felice e fiera della risposta che la cittadinanza ha potuto avere. Le associazioni (non solo noi volontari) sono state presenti, pronte, instancabili, lavoravano tutto il giorno. Sono davvero felice di aver fatto parte di questo progetto, che mi ha aiutato anche a conoscere tante persone".

Martina Pedrini ha 25 anni e si divide tra Cremona e Milano dove ha studiato all'università. Parte subito con un record: è stata una delle primissime laureate per via telematica, il 10 Marzo, appena scattato il lockdown, guadagnandosi la laurea magistrale in Chimica Industriale, con 110/110. "Ero nella mia stanza a Cremona e avevo al mio fianco solo i miei genitori", racconta. "A causa della pandemia e della quarantena, lo stage che dovevo iniziare a Milano in una azienda farmaceutica, prima di iniziare il dottorato in chimica, è saltato e mi sono ritrovata ad avere parecchio tempo libero a disposizione.
Non ho esitato nemmeno un momento a mandare la richiesta per fare la volontaria presso il Comune di Cremona, nonostante l'incertezza e la paura che ci circondava alla fine di marzo/inizio aprile.
Oltre alla richiesta fatta al comune di Cremona, ho mandato la mia candidatura anche alla Croce Rossa di Cremona che cercava volontari temporanei per il servizio di Pronto-Farmaco e Pronto-Indumenti. Una sera di inizio aprile mi chiama Pino (Giuseppe Ballestriero) e il mattino dopo ero in Comune per aiutare gli impiegati nell'erogazione dei buoni spesa per le persone più in difficoltà. In quelle settimane l'agitazione era percepibile, sia per le norme di sicurezza e distanziamento che dovevamo mantenere, nuove e strane per tutti, sia per dover affrontare un servizio da portare a termine in velocità, ma tracciando ogni passaggio. Dopo questo, ho percorso quasi tutte le vie di Cremona, civico per civico, a lasciare le mascherine ad anziani singoli, coppie di anziani e successivamente a famiglie". C'è un episodio che ha colpito di più Martina: "Una signora sugli 80 anni, che viveva da sola e da diverse settimane non aveva contatti con nessuno, vedendo me e la mia compagna si è messa a piangere e ci voleva offrire tutti i dolci che aveva in casa per poter passare 5 minuti con noi a chiacchierare".
Martina sta continuando l'impegno con l'associazione, procurando la spesa per le famiglie in difficoltà. Non è nuova al volontariato: negli anni del liceo ha partecipato ai servizi pasquali della Caritas a Roma per distribuire i pasti alle persone senza tetto.
"In questo momento ho fatto domanda per una posizione di dottorato, ma continuo a dare il mio supporto sia alla Città dell'uomo sia alla Croce Rossa nelle attività richieste per la fase2: a dire la verità ho trovato due nuove famiglie fantastiche!".

Andrea Busseti ha 21 anni, ha studiato cucina presso l'istituto alberghiero di Salsomaggiore Terme e lavora come aiuto cuoco in un ristorante a Castelvetro Piacentino. Ha iniziato a fare volontariato per aiutare durante l'emergenza Covid, dato che era in cassa integrazione e "non mi andava di stare in casa con le mani in mano. Questa esperienza totalmente nuova per me è stata davvero magnifica, poter aiutare le persone, conoscere nuovi ragazzi e adulti è stato davvero travolgente e mi ha portato davvero tanta gioia nel cuore.
"Ho svolto diversi compiti durante le settimane da volontario, iniziando a fare spese e portarle a domicilio alle persone più bisognose di aiuto, passando in seguito all'imbustamento e distribuzione dei buoni pasto ed infine all'imbustamento e distribuzione di mascherine casa per casa. E' stata davvero una bella esperienza che mi riprometto di ripetere in futuro se ce ne fosse bisogno. E mi ha insegnato che a volte bastano piccoli gesti per fare felice una persona".

Mattia Gramuglia, volontario di CremonaAiuta, si trova nel bel mezzo della sessione d’esami (studia Ingegneria Meccanica al Politecnico di Milano) quando trova il tempo di risponderci. Ha 23 anni, vive a Cremona e ama viaggiare, soprattutto se in sella alla sua motocicletta.
Anche lui come i compagni, ha contribuito nell'acquisto e consegna della spesa per chi non poteva uscire di casa e successivamente ha fatto il 'porta a porta' per la distribuzione delle mascherine fornite dal Comune di Cremona.
"Questo non è stato il primo approccio al volontariato", spiega. "Sono stato un Rotary Exchange Student negli USA quando ero in quarta superiore e lì avevo già avuto l’opportunità di svolgere attività di servizio. Ad esempio avevamo caricato un container con stampelle e altro materiale da spedire in Africa e andavamo nelle case di persone poco abbienti per aiutarle a mettere in ordine e fornire assistenza.

"Una cosa che mi ha colpito molto sono stati gli sguardi riconoscenti di molte persone durante il servizio; e soprattutto una persona che mi chiese come mai fossi lì a fare il volontario pur essendo così giovane. Personalmente mi sono sempre chiesto l’opposto, ovvero come mai ci fossero anche persone parecchio più anziane di me a svolgere volontariato nonostante in quelle circostanze la loro fascia d’età fosse una di quelle più a rischio a causa del Covid-19".
Il gruppo di giovani della Città dell'Uomo è tra i più numerosi tra quelli che hanno preso parte alla rete di CremonaAiuta, in molti casi venendo a contatto per la prima volta con La Città dell'Uomo. Voglia di rendersi utili e insofferenza per l'essere costretti all'inattività durante il lockdown sono state le molle che hanno spinto tutti loro a vincere le resistenze dei genitori - inizialmente preoccupati dei rischi sanitari - e uscire di casa, mentre il mondo degli adulti perdeva molte delle sue sicurezze. Ecco gli altri volontari: Sara Melis, Stefano Camozzi, Benedetta Carini, Andrea Corbari, Amanda Mormile, Mahmoud Kahmis.

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